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Le 10 cose che non sai su Che Guevara

Era il 9 ottobre 1967 quando Che Guevara morì. 50 anni dopo vi sveliamo le curiosità e ciò che non sapete su di lui

Cinquant’anni fa moriva Che Guevara, il “guerrillero heroico” che portò la revolucion all’Avana insieme all’amico Fidel, tentando di esportarla anche in Africa e in America Latina. Morì in Bolivia il 9 ottobre 1967, ucciso dai governativi. Da allora il suo nome è entrato nella leggenda e oggi tutti conoscono bene la storia del “Che”. Sicuri di sapere tutto su di lui? Ecco 10 cose che non sapete su Che Guevara in occasione dell’anniversario della sua morte il 9 ottobre.

  • La sua data di nascita è tutt’oggi un mistero. Secondo la versione ufficiale sarebbe nato il 14 giugno 1928, per altri invece sarebbe venuto alla luce un mese prima.
  • Vero nome Ernesto Guevara de la Serna, venne soprannominato il “Che” dai cubani mentre combatteva in Guatemala. Questo perché usava spesso come intercalare la parola “che”
  • La sua immagine più famosa, riprodotta in tante magliette e bandiere, è stata realizzata dal fotografo Albert Korda
  • Ernesto Che Guevara era laureato in medicina all’Università di Buenos Aires. Quando partì per Cuba nel 1956 voleva partecipare come medico alla spedizione
  • Che Guevara era anche uno scrittore. Nel 1960 scrisse un libro intitolato “La guerra di guerriglia” in cui raccontava le strategie militari
  • Nel 1967 riuscì ad entrare in Bolivia utilizzando un passaporto falso con il nome di Adolfo Mena Gonzalez.
  • La casa produttrice Snk, Guerrilla War, ha creato un videogioco che racconta la guerriglia di Ernesto Che Guevara e Fidel Castro a Cuba
  • Nel 1960 fu lui a ideare i campi di lavoro forzato per punire i dissidenti del nuovo regime castrista
  • Amava giocare a scacchi e ad insegnarglielo era stato René Letelier, il campione mondiale cileno. Spesso giocava anche con Fidel e a quanto pare vinceva sempre lui.
  • Che Guevara aveva una mania: annotava tutti i suoi pensieri e le sue idee su un diario. Qui raccontò il lungo viaggio in moto fra Argentina, Perù, Cile, Colombia e Venezuela. Questi diari sono stati pubblicati e sono divenuti addirittura un film.
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