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A 17 anni costruisce la cupola del Brunelleschi con il Lego

Un 17enne ha realizzato una versione in miniatura della cupola del Brunelleschi utilizzando i mattoncini Lego

Fonte: Ansa

Ha solo 17 anni, ma una grande passione per il Lego e per l’arte. Giacinto Consiglio non è di Firenze, ma era rimasto stupito vedendo per la prima volta la cupola del Brunelleschi, così tanto che ha deciso di riprodurla utilizzando i mitici mattoncini.

L’opera in miniatura misura un metro e mezzo di lunghezza, 65 di altezza e 60 di larghezza ed è stata creata grazie a ventimila mattoncini Lego in 10 colori diversi e 400 forme. L’impresa è stata compiuta da Giacinto, un 17enne che arriva dalla Puglia e che da sempre si diverte a riprodurre edifici con i mattoncini più famosi del mondo.

L’opera è stata creata in uno spazio dedicato all’interno del Museo dell’Opera del Duomo a Firenze. Qui centinaia di persone si sono radunate per assistere alla costruzione della cupola del Brunelleschi da parte di Giacinto. Presenti anche i membri dell’Afol (Adult Fan of Lego) del gruppo Toscana Bricks e dell’Associazione ItLug – Italian Lego Users Group, che riunisce gli appassionati dei mattoncini Lego in tutta Italia. Il modellino, creato insieme a quello del Battistero di Firenze, verrà esposto all’interno del museo sino al 9 novembre.

“Guardare alla nostra Cattedrale attraverso i mattoncini Lego – ha spiegato Luca Bagnoli, il presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore -, con un linguaggio universale che unisce appassionati di tutto il mondo a prescindere da età e cultura, rappresenta un’esperienza unica, la realizzazione di un’opera attraverso un gioco”.

“La difficoltà della realizzazione di un’opera del genere – ha spiegato Gianluca Cannalire, vicepresidente dell’Associazione ItLUG – è dovuta anche alla necessità di dover utilizzare pezzi LEGO che non sono più in produzione da anni da parte del marchio danese e che quindi devono essere reperiti sul mercato “parallelo” dedicato agli appassionati e collezionisti, cercandoli in ogni angolo del pianeta. Per completare il modello, è stato necessario ordinare pezzi in circa 9 paesi differenti, facendoli arrivare anche dagli Stati Uniti”.

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