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A chi stai pensando? Il computer ti legge il pensiero e lo disegna

Avreste mai immaginato l'esistenza di una macchina che disegna un volto pensato e legge il pensiero? La tecnologia ha fatto davvero passi da gigante

Fonte: flickr

Risale a pochi giorni fa la notizia di una macchina che disegna un volto pensato e che è in grado di leggere il pensiero della mente umana. Gli esperimenti sono stati svolti in America. Non è infatti la prima volta che gli americani si occupano del rapporto uomo-macchina. Gli scienziati hanno condotto alcuni studi approfonditi sull’area cerebrale responsabile del riconoscimento visivo; si tratterebbe della zona della corteccia parietale posteriore laterale, quella che praticamente ci fa riconoscere i tratti del viso di una persona e poi tramite la memoria visiva, ci fa tornare alla mente l’individuo in questione.

I ricercatori hanno iniziato il loro lavoro con più di mille immagini a colori di diversi volti umani. Durante la prima parte dello studio hanno sostanzialmente mostrato ai partecipanti all’esperimento una faccia dopo l’altra, e tramite delle scansioni cerebrali, sono poi giunti alle loro conclusioni. In sostanza gli scienziati hanno verificato come la corteccia parietale laterale rappresenti attivamente il contenuto della memoria. Utilizzando un grande insieme di immagini dei volti umani hanno poi dato vita a degli algoritmi di apprendimento automatico che sono stati usati per prevedere i componenti del viso e quindi si è giunti alla totale ricostruzione delle immagini delle singole facce in ritratti digitali.

Un vero e proprio passo da gigante da parte della tecnologia. D’altronde si parlava già dell’esistenza di computer in grado di leggere il pensiero o in grado di captare una risposta come vera o falsa da parte dell’utente della macchina, ma arrivare a percepire i tratti del viso di una persona alla quale si sta pensando, effettivamente è una cosa notevole. Si tratta del raggiungimento di un risultato soddisfacente per tutti i medici e gli scienziati che hanno collaborato al grosso e faticoso progetto americano.

Ovviamente, questa tecnologia non potrà essere commercializzata in breve tempo a causa della sua invasività per il cervello, ma certamente potrà essere utilizzata per altri scopi, come ad esempio la macchina della verità dell’FBI, ritenuta essenziale per portare a termine numerose indagini di polizia. Qualche mese fa invece, un’invenzione simile era stata fatta con la messa in commercio di un’applicazione che riconosce le piante sempre mediante la formulazione di algoritmi, proprio come la macchina che disegna il volto pensato e lo crea in maniera digitale sottoforma di ritratto.

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