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Abbiamo solo 5 sensi? La scienza dice almeno 10, ecco quali

I 5 sensi di cui tutti siamo a conoscenza sono il tatto, vista, udito, gusto e l'olfatto, ma siamo sicuri che siano gli unici? La verità è che il nostro cervello è in grado di elaborare molte più informazioni

Fonte: flickr

I 5 sensi ci permettono di ascoltare, gustare, toccare, vedere e annusare e, anche se siamo stati sempre abituati a pensare che le nostre capacità sensoriali si limitassero al loro lavoro, la realtà è ben diversa. Infatti le fibre sensoriali del nostro sistema nervoso sono abbastanza diversificate tra loro e portano informazioni distinte al cervello, permettendoci di percepire diversi stimoli. Dunque la scienza ci dice che i nostri sensi non sono solo cinque, ma che se ne possono contare almeno dieci.

Un tipo di sensibilità è la propriocezione, ovvero la capacità di essere consapevoli del proprio corpo e questa sensibilità è distinta in una parte incosciente e in una cosciente. La prima invia le informazioni al cervelletto e gli permette di pianificare al meglio il programma motorio. La seconda, invece, arriva al cervello ed attiva la consapevolezza del sé. Per esercitarsi in questo tipo di sensibilità ci si può avvalere dell’ allenamento propriocettivo, ovvero porre il proprio corpo in una situazione di instabilità in modo da costringerlo a mantenere l’equilibrio. Le informazioni sensoriali, quando arrivano a livello della corteccia, vengono filtrate e confrontate con l’esperienza e i ricordi, creando così la percezione.

L’equilibrio ovviamente non dipende soltanto dalla posizione dei muscoli e dalla propriocezione, ma deriva soprattutto dal funzionamento dell’apparato vestibolare. L’orecchio interno, infatti, si divide in una porzione cocleare, che è deputata ad ascoltare e percepire i suoni e fa parte dei 5 sensi, e in una porzione vestibolare data dai canalicoli semicircolari e dalle macule di utricolo e sacculo. Queste strutture sono deputate a mantenere il corpo in equilibrio e a percepire i movimenti e le accelerazioni lineari e angolari, mettendo in moto i riflessi posturali, i quali permettono al corpo di assumere le posizioni più consone durante le varie azioni.

La termocezione è un tipo di sensibilità che permette al nostro corpo di distinguere le variazioni di temperatura. In particolare, sono presenti tre tipi di recettori diversi che si attivano in base alle sensazioni di caldo o di freddo. Poi abbiamo la nocicezione che è il tipo di sensibilità che percepisce il dolore e gli stimoli nocicettivi. Questi, a loro volta, sono sottoposti a diversi tipi di controlli e di modulazioni che ne variano l’intensità. L’ultima sensibilità è quella viscerale, che permette al nostro cervello di avere informazioni riguardo lo stato di salute degli organi interni. Questa, di solito, non viene percepita a livello cosciente e ci rendiamo conto della sua esistenza solo quando c’è una lesione dell’organo che ci fa provare dolore.

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