L'Accademia della Crusca contro Fabio Rovazzi: ecco perchè

L'Accademia della Crusca bocca Fabio Rovazzi e il suo "Andiamo a comandare"

L’Accademia della Crusca contro Fabio Rovazzi per “Andiamo a comandare”. La prestigiosa accademia della lingua italiana ha criticato aspramente l’uso dell’italiano che il cantante ha fatto nel suo singolo di successo “Andiamo a comandare”. Secondo gli studiosi l’espressione utilizzata da Rovazzi sarebbe totalmente errata.

Sorvolando sulla licenza poetica, gli accademici ed esperti della lingua italiana hanno spiegato come l’uso del verbo “andiamo” non sia stato usato nel modo corretto da Fabio Rovazzi della frase e come il rapper amico di Fedez abbia ignorato totalmente le regole della nostra lingua. A spingere gli accademici a fare un’analisi del brano “Andiamo a comandare” è stata una signora che, spinta da curiosità o da qualcos’altro, ha pensato bene di interpellare gli esperti per capire se la famosa frase “Andiamo a comandare” fosse giusta dal punto di vista della grammatica oppure no.

Risultato? Fabio Rovazzi è stato bocciato dall’Accademia della Crusca. Gli illustri professori non hanno dubbi al riguardo: il modo in cui il verbo di moto a luogo è utilizzato non è corretto.

La spiegazione è arrivata tramite un comunicato diffuso dalla stessa celebre Accademia “Le perplessità  – scrive la Crusca – che possono sorgere udendo una frase come “Andiamo ad ascoltare” non nascono dal suo – eventuale – statuto di francesismo, bensì dal fatto che il verbo andare non è usato per indicare un movimento”.

“Dicendo “Andiamo a mangiare”, “Andiamo a dormire” o anche “Andiamo a divertirci” – rivelano gli esperti della lingua italiana parlando della frase di Fabio Rovazzi -si suggerisce l’idea che ci si sposti dal luogo in cui ci si trova per compiere una certa azione, necessariamente situata nel futuro prossimo”.

“In “Andiamo ad ascoltare” (o “Andiamo a cominciare”, come dicevano un tempo gli imbonitori nelle fiere paesane) – proseguono dall’Accademia della Crusca – l’idea di futuro prossimo è sganciata da qualsiasi movimento; si tratta di un uso assai familiare, che gli annunciatori radiofonici, tenuti a un buon controllo linguistico, farebbero bene ad evitare”.

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