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Allergie e intolleranze alimentari: cosa dovete sapere

Allergie e intolleranze alimentari stanno aumentando in tutto il mondo industrializzato. Scoprite perché sono diverse e qualche consiglio per contrastarle

Fonte: flickr

Molti di noi non sanno in cosa consista una reazione allergica. Si tratta di una risposta immediata del sistema immunitario nel momento in cui entriamo in contatto con l’allergene, ovvero una sostanza che il nostro corpo non tollera. Il contatto può avvenire ingerendolo oppure semplicemente toccandolo. Esiste anche una risposta “ritardata” nelle successive 4-28 ore, ma non per questo è da considerarsi meno pericolosa. I sintomi possono essere lievi fino ad arrivare a soffrire uno shock anafilattico, che coinvolge tutto il corpo e che può portare al decesso. Per scoprire se siete allergici, basta passare l’alimento sulla vostra pelle. Se avviene una qualsiasi reazione, chiamate il vostro medico di famiglia affinchè vi prescriva una prova.

Negli ultimi anni, molti pazienti stanno scoprendo di avere intolleranze alimentari, tra cui la più conosciuta e temuta è sicuramente la celiachia. Che differenza c’è rispetto a un’allergia? Innanzitutto l’intolleranza non è causata dal sistema immunitario e soprattutto non è pericolosa. Di solito riguarda gli adulti ed è rara nei bambini, che invece sono più soggetti ad allergie. I sintomi più comuni riguardano l’apparato gastrointestinale, ma possono anche esserci eruzioni cutanee, dolori alle articolazioni e mal di testa. Purtroppo, non ci sono test riconosciuti per scoprire le vostre intolleranze, con eccezione di quella al lattosio.

Per capire se ne avete una, dovete rivolgervi a un dietologo e provare a togliere l’alimento sospetto dalla vostra dieta, monitorando la scomparsa dei sintomi per poi gradualmente reintrodurlo. Si consiglia di tenere un diario dove annotare cosa si mangia e i sintomi riscontrati. Se nemmeno in questo caso vi sentite meglio, allora è probabile che soffriate della sindrome dell’intestino irritabile o diverticolite, spesso causata dall’intolleranza al lattosio, che se assunto in minime quantità, resta nell’intestino a fermentare.

In campo medico si stanno provando in via sperimentale iniezioni desensibilizzanti al cibo. Si tratta di un’immunoterapia che consiste nel somministrare in maniera graduale estratti dell’allergene, ma può essere svolto solo in cliniche con rianimatori. Il miglior modo per affrontare un’allergia è individuarne la causa, evitarla, assumere antistaminici, ma soprattutto indossare un braccialetto con tutti i dettagli che, in caso di reazione anafilattica, vi salveranno.

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