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Aristotele, gli archeologi greci hanno scoperto la sua tomba

Kostas Sismanidis sostiene di aver scoperto la tomba di Aristotele in un sito archeologico a Stagira, città natale del più grande filosofo della storia

Fonte: flickr

La tomba di Aristotele, il più grande filosofo della storia e il primo vero scienziato al mondo, è stata individuata da un gruppo di archeologi greci a Stagira. La scoperta è stata presentata a Salonicco dall’archeologo indipendente Kostas Sismanidis durante un convegno internazionale dedicato al filosofo e all’attualità del suo pensiero, ma le autorità elleniche commentano la notizia con cautela ed affermano di voler attendere maggiori dettagli al fine di poter esprimere una valutazione definitiva.

Gli archeologi, non collegati ad alcuna università, hanno scavato per venti anni in un sito dell’antica Grecia settentrionale nella città di Stagira, dove il creatore della logica formale nacque nel 384 a.C., al fine di individuare la tomba di Aristotele. Il filosofo greco morì 62 anni dopo a Calcide, a circa cinquanta miglia a nord di Atene, ma Sismanidis sostiene che le sue ceneri funerarie siano state traslate nella sua città natale. Pur non avendo alcuna prova ufficiale, l’archeologo si dice praticamente certo dell’esattezza dei suoi calcoli, avvalorate dal contenuto di alcune fonti letterarie e di tre biografie.

La presunta tomba di Aristotele si trova su una collina, vicino all’agorà della città antica di Stagira, nella parte orientale della penisola Calcidica vicino ad Olympia, in un punto molto panoramico. Si tratta di un edificio a forma di ferro di cavallo, con pavimenti in marmo e resti di un altare esterno, risalente a 2.400 anni fa. La parte superiore della cupola è alta dieci metri e il muro a semicerchio raggiunge i due metri di altezza. Gli scavi hanno portato alla luce anche ceramiche provenienti dai laboratori reali e cinquanta monete risalenti al tempo di Alessandro Magno.

Non si sa molto sulla vita di Aristotele, a parte quello che ha lasciato nei suoi scritti. Allievo di Platone, entrò alla corte dell’antica Macedonia come tutore di Alessandro Magno, al quale trasferì indubbiamente la propria convinzione sulla superiorità della cultura greca e sulla sua capacità di dominare il mondo. Viaggiò poi per il Mar Egeo e l’Asia Minore, prima di tornare ad Atene, dove fondò la sua scuola, il Liceo, nel 335 a.C. Questo venne anche chiamato Peripato, sia per i suoi giardini sia per l’abitudine di Aristotele di tenere lezione passeggiando. Proprio per questo, i discepoli del Liceo sono anche conosciuti con il nome di Peripatetici.

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