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Arriva Buddha bot, il robot che dispensa lo zen

Compare in un tempio in Cina il primo buddha robot, in grado di rispondere alle domande esistenziali con massime zen

Fonte: flickr

E’ comparso sulla terra un buddha robot: da oggi è possibile ascoltare le massime zen pronunciate direttamente da un piccolo monaco in kimono giallo, testa rasata, alto 60 cm e con un’espressione di costante sorpresa. Il monaco presso il Tempio di Longquan, periferia di Pechino, è un robot appositamente programmato per aiutarci a raggiungere la felicità, dispensando risposte illuminanti. Il buddha robot agisce sotto l’amorevole supervisione del Grande Maestro Xuecheng ed è stato sviluppato con l’aiuto di esperti di intelligenza artificiale delle maggiori università cinesi. Decisivo è stato anche il supporto tecnico di un’azienda tecnologica.

Come funziona il buddha robot? Tramite un dispositivo touchscreen posto sul davanti il buddha robot, che il suo creatore ha chiamato Xian’er, ha accesso diretto al nostro mondo interiore, suggerendoci 20 semplici risposte ai grandi interrogativi della vita. Il robot può inoltre eseguire sette differenti movimenti, spostandosi nello spazio con le piccole ruote delle quali è dotato. L’idea del buddha robot nasce da un fumetto creato nel 2011 dal Maestro Xianfian, laureato all’Accademia Centrale di Belle Arti. Tale idea si è poi sviluppata creativamente andando ad investire l’ambito dell’intelligenza artificiale e della generazione automatica del linguaggio.

L’intenzione è quella di fondere antica saggezza e modernità perché, come sostiene il Maestro Xianfian, “scienza e Buddismo non sono realtà opposte o in contraddizione ma possono essere combinate e rese compatibili”. Difatti lo stress della vita moderna viene positivamente alleviato da milioni di persone con tecniche, saperi e metodologie che affondano le radici nella cultura orientale, come nel caso dello yoga. E’ soprattutto l’aspetto poco dogmatico di queste discipline a sedurre la mente occidentale e portare aria fresca nella vita di molti.

C’è da aspettarsi quindi un’accoglienza positiva per il piccolo buddha robot, pronto a dispensare le sue perle di semplice saggezza in un contesto nel quale il silenzio e la tranquillità della meditazione possono farle maturare nelle coscienze. Un tale invito all’esplorazione dell’interiorità avrà sicuramente degli imitatori in un futuro prossimo, dimostrando che la commistione di tecnologia e spiritualità può contribuire in maniera decisiva a rendere la prima meno fredda ed alienante. Infatti al tempio stanno già lavorando allo sviluppo di un’altra versione del buddha robot con nuove funzioni.

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