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Salvator Mundi: all'asta l'opera perduta di Leonardo Da Vinci

La celebre casa d'aste Christie’s ha messo in vendita Salvator Mundi, l'opera perduta di Leonardo Da Vinci

Fonte: Twitter

Salvator Mundi, l’opera perduta di Leonardo da Vinci, va all’asta. Il prossimo 15 novembre il dipinto verrà venduto da Christie’s con un prezzo di partenza di 100 milioni di dollari. Una cifra esorbitante per un dipinto che sino a qualche tempo fa valeva “solo” 50 dollari. Prima di essere attribuita al maestro infatti l’opera aveva girato tanti mercatini dell’antiquariato, passando da un proprietario all’altro senza che nessuno ne comprendesse il reale valore.

Il dipinto rappresenta un Cristo sorregge un globo con la mano sinistra, mentre con la destra benedice. L’opera era conosciuta da tutti gli estimatori di Leonardo, ma si credeva che fosse andata perduta. Solo qualche tempo fa è stata analizzata dagli esperti ed è stata riconosciuta come creazione del Maestro, tanto da essere inserita nella collezione ufficiale alla National Gallery di Londra.

Il quadro venne creato nello stesso periodo della Gioconda, non a caso ha moltissime somiglianze con il capolavoro. Venne commissionata fra il 1506 e il 1513 da Luigi XII di Francia. A metà del XVII secolo finì nella collezione di Carlo I d’Inghilterra, che lo appese nella camera di sua moglie, e infine passò al figlio Carlo II.

Nel 1763 venne messo all’asta da Charles Herbert Sheffield, il figlio illegittimo del Duca di Buckingham. Da quel momento le tracce dell’opera andarono perse e per 140 anni non si seppe più nulla del Salvator Mundi. Ricomparve nel 1900 quando venne acquistato da Sir Charles Robinson. Nel 1958 finì di nuovo all’asta e venne venduto per 50 dollari ad un estimatore misterioso. Nel 2013 la creazione di Leonardo venne comprata da Dmitry Rybolovlev, un miliardario russo.

Chi si aggiudicherà il prezioso quadro? Staremo a vedere cosa accadrà durante l’asta di Christie’s. Di certo l’interesse intorno all’opera è grande, come ha spiegato anche Loic Gouzer, presidente del dipartimento di Arte contemporanea della casa d’aste.

“Leonardo era una forza creatrice ineguagliabile – ha spiegato – e un maestro dell’enigmatico. Mettere all’asta un dipinto simile è un onore che arriva una sola volta nella vita”.

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