Baby Boss: arriva al cinema il campione d'incassi americano

Baby Boss sta per arrivare in Italia. Scopri di cosa parla e come è stato accolto in America

Fonte: Instagram

Marla Frazee è un’illustratrice americana. Il suo nome è legato a una recente produzione cinematografica statunitense di gran successo. Lei è infatti l’autrice di Baby Boss, opera da cui è tratto il film d’animazione omonimo. Alla regia troviamo Tom McGrath, noto per aver diretto Megamind ma sopratutto i primi tre Madagascar.

La trama di questa pellicola è semplice ma sviluppata in una maniera davvero sbalorditiva. Il protagonista è un bambino di 7 anni che deve fare i conti con l’arrivo di un neonato, il suo nuovo fratellino. Si tratta insomma di un periodo della vita che in tante persone hanno vissuto, specie se tra di loro e le proprie sorelle o fratelli c’è una sostanziale differenza d’età. Qualcuno forse ricorderà ancora le sensazioni di smarrimento e d’abbandono provate ma sopratutto saprà bene dove può trascinare la fervida fantasia di un ragazzino.

Lo sviluppo

Il film si basa proprio su questo. Per quanto sia una narrazione fatta in terza persona ciò che vede il pubblico è tutto quello che in realtà immagina il protagonista e non ciò che davvero accade. Infatti Tim prova una certa gelosia verso il nuovo arrivato fin quando non scopre che questi è in realtà una spia sotto copertura. Ciò accade nè per un fatto di realismo, in quanto è chiaramente impossibile, nè per una questione di grottesco ma proprio perché un bambino di 7 anni giustificherebbe solo in questa maniera l’avvento di una nuova creatura nel nucleo familiare.

Tornando alla trama il bebè deve evitare che sul mercato venga immessa una nuova razza di cani. Questi infatti minaccia la natalità infantile. Tim sceglie di aiutarlo, consapevole del fatto che una volta conclusa la missione, il bebè sparirà.

Le recensioni

Il film deve ancora arrivare in Italia ma ha registrato incassi da record negli U.S.A. Le recensioni indicano più o meno il motivo di un tale riconoscimento. Il punto forte della narrazione pare essere l’illogicità delle vicende. Il pubblico ha reagito in maniera positiva proprio quando realtà e immaginazione si sono fuse.

L’entusiasmo cala un po’ nella seconda parte e in generale quando si cerca di affrontare determinati temi. Ciò che insomma ha funzionato sono stati i viaggi interstellari e le fabbriche di neonati, tutto quanto rimandasse ovvero a un divertimento auto referenziale e al di là di ogni criterio di logica.

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