Batteria radioattiva chiusa in un diamante, può durare per migliaia di anni

Una scoperta sensazionale direttamente dall' University of Bristol: una batteria radioattiva, chiusa in un diamante, produce energia per oltre 5000 anni

Fonte: Pixabay

La University of Bristol ha appena presentato quella che potrebbe rivelarsi una scoperta sensazionale nel campo delle energie pulite e dello smaltimento delle scorie radioattive. L’hanno chiamata “diamond battery e promette, secondo i ricercatori, di produrre energia per oltre 5000 anni, un periodo che rapportato agli standard umani sembra quasi infinito.

La scoperta dell’Università di Bristol parte dalla peculiare proprietà di un diamante artificiale (prodotto dalla stessa università) di produrre energia se posto a contatto con materiale radioattivo.

Diamanti e Carbonio-14 per la “Diamond battery”

Dopo alcuni esperimenti iniziali che hanno utilizzato il Nickel-63, ora i ricercatori stanno cercando di implementare l’efficienza del dispositivo tramite l’impiego di Carbonio-14, sostanza derivante dalle centrali termonucleari. 

Il nucleo di Carbonio-14 viene incapsulato dentro il diamante, a contatto con il quale genera energia e diventa una vera e propria batteria, non molto potente ma di lunga durata: ha,infatti, un tempo di decadimento di 5730 anni, dopo il quale la potenza non si esaurisce ma semplicemente dimezza.

Queste batterie avrebbero poi un duplice vantaggio, proprio in virtù della scelta di utilizzare questo materiale: riutilizzare le scorie radioattive che non si possono smaltire efficacemente e produrre energia non solo pulita, ma anche sicura.

Il Carbonio-14 emette, infatti, radiazioni a breve raggio che sono dannose solo quando entrano a contatto diretto con il corpo umano, ma che possono essere assorbite da qualsiasi materiale solido: non potrebbe quindi esserci difesa più sicura di quella offerta dal diamante, il materiale più duro che l’uomo conosca.

“Diamond battery”: quali usi possibili?

La scoperta di questi ricercatori ha potenzialmente infinite applicazioni ed utilizzi in tutti quei campi in cui vi è bisogno di una disponibilità continua di energia senza possibilità di sostituire la fonte da cui quell’energia proviene: dai pacemaker a vari campi dell’ingegneria aerospaziale, quali satelliti e navette spaziali.

Infine, si prospetta un utilizzo possibile anche nel campo dello stoccaggio dei dati informatici, il cui numero continua a crescere in modo esponenziale: la University of New York sta studiando proprio questa possibile applicazione per creare chip che sarebbero 100 volte più potenti di un comune DVD.

Proprio perché i potenziali usi di questa scoperta sono infiniti, ognuno può dare il proprio suggerimento ai ricercatori tramite l’hashtag #diamondbattery.

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