Sport

Berlusconi e il pupillo Montella: è tempo di nuova alba rossonera?

Tifosi divisi sul nuovo allenatore: sarà vincente l'ultimo 'regalo' del presidente più amato della storia del Milan?

Il precedente non è di quelli allettanti. Catania, alla Fiorentina e alla Sampdoria compongono il curriculum di Vincenzo Montella come componevano quello di Sinisa Mihajlovic, che giusto un anno fa si presentava a Milanello come l’agognato profeta della resurrezione rossonera. Non andò così, anzi, il tecnico serbo non è neppure riuscito a terminare la stagione, privilegio di cui ha invece goduto Pippo Inzaghi, nonostante risultati non certo migliori.

Così, se il day after il sospirato annuncio del nuovo inquilino della panchina rossonera i tifosi si dividono come sempre tra speranzosi, quelli che dicono “finalmente un allenatore che gioca a calcio”, e pessimisti, il partito di chi “Montella gioca-gioca, ma non vince mai”, la differenza che ha permesso all’attuale allenatore del Venezia di concludere indenne il proprio “calvario” sembra essere la stessa che intercorre tra Mihajlovic e Montella, sintetizzabile con una parola: “fiducia”. Miha non ha mai goduto fino in fondo della stima di Berlusconi, per mere motivazioni tattiche. L’esonero è stato sempre sul punto di concretizzarsi, come per Inzaghi, risparmiato in quanto appartenente alla famiglia rossonera.

Montella, come e più dell'aventiniano Brocchi, è invece un pupillo di Silvio, che magari lo avrebbe voluto come giocatore, ma che di sicuro ne apprezza la filosofia da tecnico, improntata al controllo del gioco sempre e comunque, al mantenimento del possesso palla. Niente ripartenze e baricentro basso, mantra del calcio di Mihajlovic. Sulla carta quindi quello che ha tutta l’aria di essere stato l’ultimo capriccio berlusconiano prima di passare la mano ai cinesi parte con il piede giusto e, pur timidamente, si può pensare che il Milan abbia davvero messo il primo mattone sostanzioso della ricostruzione.

Tutto sta a vedere però se all’Aeroplanino verranno dati i “mezzi” per mettere in pratica il proprio calcio preferito. Pure a Mihajlovic non sarebbe dispiaciuto fare un po’ di possesso palla, ma le qualità tecniche del centrocampo lo hanno impedito. Montella in questo senso è un integralista, come dimostrato alla Sampdoria, dove buona parte dei motivi del sostanziale flop sono da riferire proprio alla volontà di rendere quadrata (leggi palleggiatrice) una squadra nata tonda (tutta corsa e ripartenze) con Zenga. Il mercato non potrà regalare troppi sogni, ma la speranza dei tifosi è che il sì di Vincenzo non sia stato solo d’impulso, e che ci sia già qualche garanzia tecnica. Quella di Montella, con tutto il rispetto per il Torino, è di non ripercorrere anche in futuro la carriera di Mihajlovic…

Guarda anche:
Lascia un commento

I più cliccati