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Bucarest, capitale della Romania: luoghi di maggior interesse

Ecco tutto ciò che dovete vedere a Bucarest, capitale della Romania: per una vacanza all'insegna dell'architettura e della cultura dei musei

Fonte: flickr

Il nome Bucarest deriva dalla parola rumena “bucurie”, che significa gioia, quindi alcuni le hanno attribuito il significato di “città della gioia”, altri pensano invece che abbia un significato etimologico relativo al nome del suo fondatore, il pastore Bucur: in ogni caso, questa bella capitale europea affacciata sul fiume Dâmbovița presenta tantissime attrazioni da visitare tutte molto interessanti.

Bucarest offre un centro storico pieno di vicoli e piccole strade che ospitano numerose chiese, musei e palazzi che mescolano barocco, neoclassico e liberty ereditati dal continuo avvicendarsi di popoli e civiltà nel corso dei secoli che hanno contribuito a questa enorme varietà di stili; Bucarest è la città ideale per trascorrere un weekend all’insegna dell’arte e della cultura, che offre però anche una vita notturna molto divertente.

Palazzo del Parlamento

Inizialmente chiamato Casa del Popolo, il Palazzo del Parlamento è stato chiamato così dopo la caduta del comunismo: secondo edificio più grande del mondo dopo il Pentagono e più grande in volume della Piramide di Cheope, ha un valore approssimativo di 3 miliardi di dollari, ed è stato progettato dall’architetto Anca Petrescu.

Con un’architettura che rimanda al classicismo socialista, non fu apprezzato perché troppo monumentale e definito “una combinazione di analfabetismo culturale ed estetico” dall’inviato di guerra Edward Behr.

Dimitrie Gusti National Village Museum

Il Dimitrie Gusti National Village Museum di Bucarest è un vero spettacolo. Esteso su una superficie di 10 ettari, presenta tutti gli esempi dell’architettura rurale rumena sparsi nelle varie regioni del paese: mulini, rustici, case e chiese arredate con oggetti del passato per rendere al meglio l’idea di villaggio rurale, e materiali da costruzione fedeli agli originali, come legno, paglia, argilla e pietra che il museo si preoccupa di far restare tali con una continua manutenzione. Da vedere assolutamente.

Parco Herastrau

 

Il Parco Herastrau si trova a nord di Bucarest, intorno al lago omonimo. Dei 1100 metri quadri di estensione, 700 sono occupati dal lago, e l’area in cui esso sorge un tempo era una zona paludosa bonificata tra il 1930 e il 1935. Inaugurato nel 1936, il parco si suddivide in una zona naturale, dove è presente il Museo del Villaggio di Bucarest e una zona attiva ricca di attività ricreative. Sul lago inoltre è possibile navigare con piccole barche.

Chiesa Stavropoleos

La Chiesa Stavropoleos, ortodossa, sorge al centro di Bucarest ed è un vero capolavoro dell’architettura rumena. Realizzata in stile Brâncoveanu, una corrente architettonica sviluppatasi sotto il regno del principe omonimo tra la fine del Seicento e i primi del Settecento in Valacchia, mescola lo stile delle chiese ortodosse con quelle tipiche dell’Islam ed è una fusione di architettura tardo rinascimentale, bizantina, turca e ottomana. Di dimensioni modeste, ha interni molto suggestivi e un bellissimo chiostro.

Rommanian Anthenaeum

Tra i teatri più suggestivi e prestigiosi di tutta Bucarest, l’Ateneo Romeno è un edificio in stile neoclassico inaugurato alla fine dell’Ottocento, ed è sede della Filarmonica George Enescu. La cupola ospita affreschi che rimandano ai periodi salienti della storia della Romania, solo la platea ospita 600 spettatori, a cui si devono aggiungere quelli delle logge, ben 52. Un vero simbolo dell’arte e della cultura romena.

Grigore Antipa National Museum

Il Museo Nazionale Grigore Antipa offre una visione completa dell’origine dell’universo e della terra, dell’evoluzione degli animali preistorici e di tutti i fattori che hanno contribuito alla loro sparizione e all’evoluzione di altre specie, e del modo in cui si è giunti alle varie forme di vita presenti oggi sul pianeta. All’interno del museo anche un gran numero di mammiferi, pesci, fossili, uccelli, minerali e monete antiche donate da Mihalache Ghica, fratello del principe fondatore del museo.

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