Cesare Cremonini alla conquista degli Stadi

Cesare Cremonini si prepara a conquistare gli stadi con un nuovo tour che lo porterà in giro per l'Italia

Cesare Cremonini alla conquista degli stadi. Il cantante ha annunciato in queste ore le date nel suo nuovo tour, che si intitolerà proprio “Stadi 2018” e partirà a giugno. L’artista bolognese è pronto a tornare sul palco dopo un incessante lavoro di produzione in studio e di scrittura. Il risultato è un tour che lo porterà ad esibirsi per la prima volta in quattro importanti stadi italiani. Il 15 giugno sarà allo Stadio Teghil di Lignano, il 20 giugno canterà allo Stadio San Siro di Milano, il 23 giugno allo Stadio Olimpico di Roma, mentre il 26 giugno sarà nella sua Bologna, sul palco dello Stadio Dall’Ara.

Nei live il cantautore ripercorrerà la sua carriera lunga 18 anni e costellata di grandi successi. Tante le hit indimenticabili e che sono entrate nell’Olimpo della musica pop italiana, da “Una come te” a “Lost in the Weekend”. Il tour “Stadi 2018” è organizzato da Live Nation Italia, mentre Radio Italia è stato scelto come media partner ufficiale. L’annuncio della tournée arriva in contemporanea con l’uscita del nuovo album di inediti. Si intitola “Possibili scenari” e sarà presentato il prossimo 24 novembre. Si tratta del decimo lavoro in studio nella lunga discografia di Cesare Cremonini e sarà anticipato dal singolo “Poetica”.

Il brano è un inno alla vita e anticipa le tematiche del disco, che ancora una volta sarà pieno di energia e caratterizzato da uno sguardo positivo. Fu proprio Lucio Dalla a definire Cesare Cremonini come il suo “unico erede”. “Ricordo quella mattina che mi chiamò dalla sua casa di Bologna e disse: c’è qui De Gregori, vieni anche tu a colazione? – ha raccontato qualche tempo fa il cantante -. Ovviamente andai. Avevo più o meno 25 anni. Li trovai che prendevano un caffè sul terrazzino che dava su piazza Maggiore. […] Ricordo che mi sudavano le mani. L’ascensore era di vetro e vedevo gli oggetti vari, i quadri, i pianoforti. Immaginavo la vita dell’uomo e quella del professionista attraverso gli oggetti. Erano i tempi dell’ultimo concerto Dalla-De Gregori. Finimmo a parlare di Com’è profondo il mare. Lui ne parlava con la stessa naturalezza con la quale un padre parla di sua figlia. Ancora oggi vorrei scrivere la mia Com’è profondo il mare”.

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