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Che differenza c'è tra denuncia e querela

Guida finalizzata a definire la differenza tra denuncia e querela, due parole molto simili, ma non uguali spesso usate senza distinzioni

Fonte: flickr

Una prima differenza tra querela e denuncia è data dal diverso scopo che rivestono questi due potenti mezzi legali. La denuncia viene usata principalmente per informare le autorità, quali ad esempio il pubblico ministero o la polizia, dell’esistenza di un reato perseguibile d’ufficio (minacce, violenza domestica o lesioni personali, ecc).

In genere chi presenta una denuncia ha diritto di ricevere un attestato dove viene comunicato che la denuncia è stata ricevuta e presa in carico dalle autorità. Solitamente la denuncia è facoltativa, anche se vi sono reati che vanno denunciati obbligatoriamente alle autorità appena se ne viene a conoscenza, vedi terrorismo o stragi. La querela invece, è un diritto a cui talvolta è necessario ricorrere per l’esercizio dell’azione punitiva nei confronti di chi ha eseguito un reato. Questa consiste quindi in un atto attraverso il quale un cittadino richiede all’autorità giudiziaria competente di intervenire prendendo provvedimenti nei riguardi del trasgressore.

La seconda differenza che c’è tra una denuncia e una querela riguarda la persona che si può servire di questi strumenti. Nel caso della denuncia infatti, non vi sono restrizioni, qualsiasi cittadino può presentarne una in qualsiasi momento questi lo ritenga opportuno. Per presentare la querela invece deve essere necessariamente presente la persona che ha subito uno o più reati. Nel caso in cui questa sia impossibilitata, sarà dovere del suo avvocato, fare comparsa. In entrambi i casi le persone possono presentare una denuncia o una querela sia in forma scritta che orale.

La terza differenza che c’è tra denuncia e querela, riguarda il limite di tempo entro il quale si possono presentare. Solitamente per una denuncia non vi è un preciso limite temporale, esclusi i casi in cui si è a conoscenza di una certa tipologia di reati. Per la querela invece vi sono delle precise scadenze: si passa dai tre mesi di tempo (non novanta giorni), nel caso in cui la querela riguardi reati quali stalking, violenza sessuale o abusi nei confronti di un minore, fino ad arrivare a sei mesi per i delitti o le diffamazioni contro la libertà sessuale. In caso non venga presentata entro i limiti di tempo stabiliti dalla legge, il diritto alla querela cade in prescrizione. Far cadere una querela in prescrizione significa perdere il diritto di presentare un’altra per gli stessi reati subiti.

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