Colin Firth diventa italiano grazie alla moglie

L'attore Colin Firth ha ottenuto la cittadinanza italiana dopo aver sposato nel 1997 una produttrice cinematografica nata in Italia

Colin Firth diventa italiano. Da oggi l’attore inglese è a tutti gli effetti un nostro connazionale. A rivelarlo il Ministero dell’Interno che ha annunciato di aver concesso la cittadinanza italiana a Colin Andrew Firth. Tutto grazie a Livia Giuggioli, la moglie del premio Oscar per il film “Il discorso del re”.

Firth ha sposato la produttrice cinematografica italiana nel giugno del 1997 e da allora non ha mai smesso di esprimere il suo grande apprezzamento e amore per l’Italia. I due hanno avuto Luca e Matteo e possiedono una casa in Umbria a Città della Pieve. La star ha deciso di mantenere insieme alla cittadinanza italiana, anche quella britannica. La richiesta era arrivata al Ministero dell’Interno lo scorso maggio, dopo che in più di un’occasione l’attore aveva dimostrato una grande stima per il Belpaese.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail la decisione di Firth sarebbe arrivata in seguito alla Brexit, ma il suo ufficio stampa si è limitato a confermare la notizia senza aggiungere dettagli politici. “Colin ha richiesto la doppia cittadinanza (britannica e italiana) per avere lo stesso passaporto di sua moglie e dei figli” ha spiegato il portavoce dell’attore.

Arrivato al successo negli anni Novanta, grazie alla serie BBC di “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen, Firth è uno degli attori più famosi e amati al mondo. Ha recitato in film di successo come “Shakespeare in Love”, “Il diario di Bridget Jones”, “L’importanza di chiamarsi Ernest”, “La ragazza con l’orecchino di perla”, “Love Actually” e “Nanny McPhee – Tata Matilda”. La star è stata anche fra i protagonisti di “L’ultima legione”, “Mamma mia!”, “Un matrimonio all’inglese” e “A Christmas Carol”.

Nel 2009 si è aggiudicato la Coppa Volpi al 66esimo Festival del cinema di Venezia grazie a “A single man” di Tom Ford. Dopo l’interpretazione del re Giorgio VI è stato nominato commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico da Elisabetta II.

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