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Collodi, frazione di Pescia: il mondo di Pinocchio

La frazione di Pescia, Collodi, è diventata famosa per il racconto di Pinocchio, del celebre scrittore Carlo Lorenzini, che poi prese il cognome dalla città

Il famigerato scrittore, Carlo Collodi, nella frazione omonima di Pescia, (Collodi, appunto) costruì la sua fortuna. L’autore è ancora oggi commemorato grazie al parco in onore di Pinocchio, la sua opera più famosa. Collodi è una cittadina della Toscana, dotata di antiche rocche, che conserva ancora caratteristiche ottocentesche.

Al suo interno è possibile visitare anche Villa Garzoni, insieme al suo bellissimo giardino, che apparteneva all’aristocrazia. Collodi è collegata a Lucca tramite la ex strada statale. Il centro storico della cittadina è bandiera arancione del Touring Club Italiano, per l’interesse turistico-culturale e le bellezze paesaggistiche tutte da vedere e rivedere.

Pescia

Collodi è una frazione di Pescia, altra cittadina Toscana vicina a Lucca e Pistoia. Il comune ha circa ventimila abitanti e prende il nome dall’omonimo torrente, il cui nome ha una radice longobarda (=pehhia) e germanica (=bak che significa torrente).

Distrutta quasi completamente dagli assalti tedeschi durante la seconda guerra mondiale, Pescia si riprese rapidamente e si arricchì esportando fiori in tutto il mondo. Tutt’oggi il commercio dei fiori è una delle attività più redditizie a Pescia, assieme alla produzione della carta, dei fagioli e degli asparagi: famosissimo, infatti, l’asparago lungo denominato “il gigante di Pescia”.

Carlo Collodi

Ritornando a Collodi, la frazione di Pescia, ritroviamo il nome di un famigerato scrittore e giornalista fiorentino Carlo Lorenzini, il quale amò così tanto la città da assumerne il cognome. Lo scrittore operò tra la prima e la seconda metà dell’Ottocento, studiò presso le dispense ecclesiastiche e, dopo avere lavorato per biblioteche, divenne egli stesso autore e scrittore.

Tra le sue collaborazioni giornalistiche più importanti ricordiamo quelle per L’Opinione, il Nazionale, La Gazzetta d’Italia. Dopo avere partecipato come soldato nella prima e seconda guerra d’indipendenza, Carlo si distinse dagli altri, e lo ricordiamo tutt’oggi, per avere composto l’opera in volume “Pinocchio” nel 1883. Il libro fu particolarmente apprezzato dal grande pubblico, ancora oggi il film Pinocchio è uno tra i più visti nella storia del cinema, tanto che nello stesso anno divenne direttore de “Il giornale per i bambini“. Morì, molto probabilmente d’infarto, nel 1890 a pochi anni dalla sua produzione di maggior successo.

Parco di Pinocchio

Dedicato proprio al genio Collodi e alla sua più famosa opera, nel 1956 venne realizzato un grande Parco di Pinocchio, la cui realizzazione terminò definitivamente solo nel 1972. Entrando nella struttura si ha l’idea di entrare proprio “dentro la favola” poiché è decorato da siepi, statue, anche astratte, disegni e mosaici che ritraggono scene del famigerato libro.

L’interno è decorato da circa ventuno monumenti in bronzo, che ricordano sempre la storia del burattino, siepi sempreverdi, aiuole di fiori bianchi e azzurri somiglianti ai colori della fata Turchina, la cui scultura dai caratteri astratti è presente al centro del parco.

A rendere il tutto ancora più fiabesco ci sono la casa della suddetta fatina, l’area del “paese dei balocchi“, una raffigurazione dell’enorme balena che inghiottì Pinocchio e una figura gigante del personaggio protagonista della storia. In ultimo, è possibile ammirare anche lo splendido teatrino e concedersi una sosta nell’area ristoro.

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