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Come i cani poliziotto riconoscono i criminali dal loro odore

I cani poliziotto riconoscono l’odore dei criminali. Nuovi studi hanno confermato l’accuratezza dell’olfatto canino nel riconoscimento degli odori

Fonte: flickr

I cani poliziotto identificano l’odore dei criminali. Una vettura è stata abbandonata dopo un inseguimento a mano armata, con una pistola al suo interno. La polizia scientifica, utilizzando maschere e tute speciali, raccoglie gli odori che si trovano dentro la macchina attraverso pezzuole inserite in vasetti sterilizzati. Si tratta solo di un esercizio, ma le prove prelevate in condizioni reali su tutto il territorio francese, vengono poi trasportate e conservate in una sala speciale della polizia scientifica, la cosiddetta “odoroteca”.

I campioni vengono quindi analizzati da agenti un po’ speciali che si muovono a quattro zampe, i cani poliziotto che fanno parte della brigata denominata “odorologeria”. Un elemento di spicco è Cecile, un pastore tedesco in grado di verificare la corrispondenza tra un odore prelevato sulla scena del crimine e quello di un sospettato. Cecile è sottoposta a numerosi esperimenti in cui, dopo il posizionamento di alcuni vasetti lungo una linea, deve abbinare l’essenza incriminata con quella contenuta nei contenitori.

Affinché il riconoscimento sia valido, è necessario che il cane riconosca l’odore dei criminali per due volte di fila in posizioni differenti. Le prove, scrupolosamente documentate, vengono svolte sia con profumi dello stesso tipo che con varietà diverse rispetto a quella target, in modo da dimostrare che l’animale è in grado effettivamente di operare il riconoscimento. Barbara Ferry è la ricercatrice del centro di studio in neuroscienze che ha studiato la validità di questo metodo, divenuto operativo sin dal 2003.

Gli scienziati hanno analizzato i dati a disposizione rinvenuti a seguito delle prove effettuate dai cani poliziotto. Dopo aver raccolto le informazioni ed applicato le statistiche, i ricercatori hanno fatto delle scoperte molto interessanti in merito alla sensibilità dei cani, alla specificità del riconoscimento, alle razze più adatte per svolgere questo lavoro. Nel caso in cui il cane non riconosca l’odore dei criminali, in ogni caso l’unico rischio è di non individuare il sospettato.

La scienziata, invero, riferisce che il cane poliziotto viene sottoposto ad un continuo addestramento, per cui la possibilità che riconosca un odore diverso da quello target, incriminando un innocente, è quasi nulla. Questo animale, infatti, acquisisce la cosiddetta specificità, ossia non commette più errori. Il prossimo obiettivo di Barbara è convincere i magistrati in ordine alla validità di questa prova.

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