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Come mantenere la calma, la regola dello spillone

C'è un modo per mantenere calma: basta trovare lo spillone. Provare per credere

Fonte: flickr.com

Non riuscite a mantenere la calma? Vi basterà trovare lo spillone. Di che cosa stiamo parlando nello specifico? Il mondo si divide tra uomini e donne dotate di self control ed altre che hanno davvero difficoltà ad essere pazienti, soprattutto quando si ritrovano di fronte ad individui incapaci di guardare al di là del proprio naso. Proprio in questo caso ognuno di noi può, attraverso particolari trucchi psicologici, riuscire a mantenere la calma. In che modo? Dovrà cercare dentro se stesso il proprio pin, una sorta di codice segreto per rilassarsi, che una volta rintracciato dovrà attivare al momento opportuno.

Questa particolare idea per riuscire a vivere sereni anche in situazioni critiche e con persone soprattutto difficili deriva da Emile-Auguste Chartier. Quest’ultimo è un filosofo francese che ha dato vita nel corso degli anni, attraverso anche una sua personale esperienza sociale, ad una sorta di formula per mantenere la calma. Il filosofo ha spiegato alla stampa, ed anche ai suoi allievi, che di fronte ad individui insopportabili è necessario riuscire a trovare il loro spillone. Bisogna cioè chiedersi: perché questa persona è così irritante? Qual è la causa reale di tale sofferenza che spinge ad essere così cattivi e malvagi?

Il filosofo Auguste Chartier parte dal presupposto, che per mantenere la calma non si deve arrivare a pensare che le persone abbiano in sè qualcosa di malefico, anzi: andrebbero, invece, seriamente aiutate. Partendo da questo punto trovare lo spillone della sofferenza altrui porterebbe a sviluppare in ognuno di noi un pensiero di rilassatezza, che allontanerebbe dalla mente e dal cuore qualsiasi sentimento di rabbia e di atroce nervosismo. Si devono creare le condizioni per dare vita al no-stress.

Attenzione: questo non significa abbassare la testa ed accettare passivamente un’azione malvagia di una persona. Per Auguste Chartier sarebbe, infatti, davvero sbagliato cercare di giustificare i comportamenti di individui irritanti. L’obiettivo del filosofo è solamente quello di dare la possibilità a noi stessi di mantenere la calma e capire che si può, se veramente si desidera, trovare anche lo spillone della sofferenza degli altri. Un tale atteggiamento può, del resto, non arrecare nessun danno, ma solo far del bene al prossimo. Si tratta, sotto certi aspetti, di rifarsi ai benefici del giardino zen.

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