Imperdibili

Come saranno le mega città del futuro? Ve lo spiega Terraform One

Terraform ci aiuta a immaginare come saranno le città del futuro, tra palazzi fatti di rifiuti e costruzioni galleggianti

Fonte: www.supereva.it

Terraform One ha presentato dei progetti riguardanti le città del futuro. Secondo il co-fondatore Mitchell Joachim, il primo passo è stato quello di riconsiderare la relazione tra zone rurali e zone urbane, cercando così di evitare un atteggiamento di assedio delle città e di combattere un lotta già persa in partenza con gli elementi naturali. Il punto centrale di questo progetto è incorporare l’acqua e non lasciarla fuori come hanno fatto altri gruppi di architetti. Sempre secondo Joachim, è necessario trovare zone cuscinetto che accettino i due mondi descritti. Il punto di svolta è stato l’Uragano Sandy.

L’era industriale e l’esplosione demografica hanno prodotto un livello senza precedenti di rifiuti nel terreno, nell’acqua e nel cielo. Sono perciò necessarie contromisure, come ad esempio delle nanotecnologie che coinvolgono gli stessi edifici nella diminuzione dell’inquinamento a livello molecolare, oppure utilizzare gli stessi rifiuti nella costruzione. Per quest’ultima soluzione il vero problema è la quantità di energia necessaria per trasformare il materiale grezzo affinchè rispetti degli standard d’utilizzo ma anche estetici. Terraform ha perciò realizzato un progetto che sfrutta i rifiuti alimentari di Hong Kong in materiali bioplastici.

Le città del futuro probabilmente resteranno quello che sono oppure saranno abbandonate a causa delle inondazioni o dei disastri naturali a favore di zone più protette. Ad ogni modo, si tende a pensare ad una soluzione anche in questo caso, suggerendo la costruzione di canali, tunnel sotterranei, marciapiedi inondati, cambiando innanzitutto i mezzi di trasporto da utilizzare. Si opterà per barche e dirigibili, trasformando in questo modo anche lo stile di vita, che probabilmente diventerà più tranquillo e meno frenetico.

Forse per quel tempo i combustibili fossili si saranno ormai esauriti, evitando di sentire motori a scoppio e trasformando anche il sottofondo della stessa città. Terraform suggerisce che è meglio adattarsi ai cambiamenti naturali piuttosto che combatterli strenuamente. Dal punto di vista architettonico, per preservarsi, le zone urbane devono rinnovarsi. Architetti e abitanti devono lavorare insieme in questo progetto, restando coscienti del fatto che il futuro delle città lo si sta creando proprio in questo momento, nel bene e nel male. Sempre secondo Joachim, è più di uno posto nello spazio, bensì teatro nel tempo.

Guarda anche:
Lascia un commento

I più cliccati