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Come ti fabbrico il vino: arriva il vino sintetico, senza uva

In arrivo il vino sintetico, realizzato senza uva: una start-up di San Francisco sta cercando il mix giusto di ingredienti per produrlo artificialmente

Fonte: flickr

L’idea di poter produrre il vino senza uva, e quindi di creare un vino sintetico, potrebbe far storcere il naso se non addirittura preoccupare seriamente gli amanti di questa bevanda, considerata il nettare degli dei sin dai tempi più antichi. Per il momento nessuno vi è riuscito, anche se c’è poco da star tranquilli: una start-up di San Francisco , infatti, sta lavorando ad un progetto che mira a trovare il giusto mix di ingredienti che permetteranno di produrre il vino in maniera del tutto artificiale.

Per riuscirci, gli esperti hanno condotto un accurato studio attraverso degustazioni , annusate e analisi chimiche di diversi vini, contribuendo alla realizzazione di una lista dei principali componenti presenti in questa bevanda. Provando a mescolare insieme questi composti, però, il risultato non è stato affatto soddisfacente. Ciò non ha comunque fermato Ava Winery, questo il nome della start-up, e soprattutto i suoi due fondatori, Mardonn Chua e Alec Lee, che hanno continuato imperterriti nel loro intento.

L’idea è nata nel 2015 quando, durante una visita ad un’enoteca della California, i due sono rimasti colpiti da una bottiglia di chardonnay Chateau Montelena e hanno realizzato di non poter sostenere il costo per acquistarla. Ed è così che Chua si è cimentato nell’impresa di creare un vino sintetico utilizzando, nel suo primo tentativo, ingredienti acquistati in un negozio alimentare comprendenti acido tartarico, acido malico, polvere di tannino, etanolo sotto forma di Everclear e saccarosio, oltre a glicerina vegetale per migliorare il sapore e tutta una serie di composti aromatici dal profumo agrumato e fruttato. Il risultato non è stato dei migliori ma si è rivelato tuttavia accettabile, tanto che è stato uno stimolo a continuare su questa strada.

I vini prodotti successivamente da Ava Winery sono stati realizzati seguendo un processo decisamente più sofisticato, con il risultato che alcune repliche sono già in commercio.
Ad ogni modo, durante un test al buio condotto tra un Ruffino 2014 e la sua versione sintetica è emerso che le differenze sono davvero abissali, a partire già dall’odore dei due prodotti, quello fruttato dell’originale e quello chimico del contraffatto.
Per la nostra salute , quindi, dovremmo continuare a bere vino tradizionale almeno fin quando i livelli qualitativi di quello sintetico non diventino più alti.

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