Così Ylenia la 22enne data alle fiamme continua a difendere il suo ex

Lui resta in cella

Palermo, 10 gen. (askanews) – Dal suo letto d’ospedale del Policlinico di Messina continua a proclamare l’innocenza del suo ex fidanzato Ylenia Grazia Bonavera, la 22enne data alle fiamme domenica scorsa verosimilmente dal suo ex, un 24enne nel frattempo finito in manette. Tutto è accaduto in pochi istanti, nell’ingresso di un appartamento nel quartiere Bordonaro. La giovane ha sentito bussare di mattina presto, trovandosi davanti l’uomo che le ha lanciato contro della benzina, e le ha dato fuoco con un accendino. A spingere il 24enne, il rancore per la relazione chiusa da un paio di mesi.

Nonostante la difesa della vittima, che ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 13% del corpo, ma non versa in pericolo di vita, ad incastrare l’ex fidanzato, Alessio Mantineo, sarebbero stati anche altri elementi di prova che la procura ha allegato alla richiesta di convalida inviata al Gip.
Per lui l’accusa è di tentativo di omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà.

Le indagini della Squadra mobile sono coordinate dal procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci e dal sostituto Antonella Fradà. I due ragazzi, che si erano lasciati due mesi fa, in passato avevano lavorato saltuariamente come commessi, ma negli ultimi tempi erano disoccupati. Dopo l’aggressione, è stato il 24enne stesso a presentarsi in Questura accompagnato dal suo avvocato, preferendo avvalersi della facoltà di non rispondere.

“Ho parlato con mia figlia, mi ha detto che non si aspettava un gesto del genere. Neanche io me lo aspettavo. Puoi litigare, dare uno schiaffo, che comunque non va bene, però arrivare a questo punto no. Grazie a Dio mia figlia è fuori pericolo – ha detto a Sky TG24 Anna Giorgio, madre di Ylenia -. I primi tempi in cui si erano conosciuti erano felici, mia figlia mi ha detto ‘ho conosciuto un bravo ragazzo, voglio fartelo conoscere’. In un primo momento anche a me sembrava un bravo ragazzo, invece poi si è rivelato molto geloso, molto possessivo. Vedevo Ylenia spesso piangere, le dicevo che non andava bene un ragazzo che la trattasse così, litigavano per qualsiasi cosa”.

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