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Crea graffiti e li mette su Instagram, bandita dai parchi nazionali USA

Una writer americana, Casey Nocket, deturpa con i suoi graffiti le formazioni di sette parchi nazionali USA e scatena la rivolta sul web

‘È arte, non vandalismo. Sono un’artista’: così Casey Nocket, writer di 23 anni di San Diego ha difeso il suo operato di fronte alla marea impetuosa di contestazioni che montava sul web, criticando i graffiti che la giovane donna aveva realizzato sulle formazioni rocciose di sette famosissimi parchi nazionali americani, di una bellezza e grandiosità mozzafiato. E ci avrà sicuramente creduto, visto che ha diligentemente documentato le sue prodezze (firmate con il nome d’arte ‘Creepytings’, che è anche il titolo del suo blog) con fotografie che ha poi postato su instagram.

Forse avrà pensato che tutta quella bellezza maturata nell’arco di milioni di anni, grazie al paziente lavorio della natura, andasse ravvivata da un tocco moderno, fatto sta che ha anche scelto di usare pittura acrilica e pennarelli indelebili per le sue opere, in modo da rendere i graffiti duraturi e arduo il lavoro di chi ha dovuto ripulire le formazioni rocciose dopo il suo passaggio. Dopo aver condiviso sui social questa particolare scelta di materiali, alle obiezioni di un altro utente in merito, ha replicato: ‘lo so, sono una cattiva persona’. Il pubblico del web ha criticato aspramente l’iniziativa di Nocket, chiedendo (e ottenendo) la chiusura del suo profilo instagram.

Nell’arco di 26 giorni, nel 2014, la Nocket ha deturpato le splendide formazioni di sette tra i più famosi parchi nazionali statunitensi, tra cui: Death Valley e Yosemite in California, Rocky Mountain in Colorado, Canyonlands e Zion nello Utah e Crater Lake in Oregon, prima di essere arrestata, anche grazie alle prove che lei stessa aveva condiviso on-line. Riconosciuta colpevole di danneggiamento dei beni dei parchi nazionali colpiti, è stata condannata a 200 ore di lavoro socialmente utile, mentre deve essere ancora definita una pena pecuniaria da corrispondere come risarcimento per i lavori di ripristino delle superfici deturpate.

Sono stati proprio gli user che hanno avvistato i post della Nocket sul suo blog e su instagram a congelare le prove con degli screenshot e ad allertare le autorità competenti, mostrando così uno dei lati positivi delle community. Charles Cuvelier, dirigente del settore legale del National Park Service, sottolinea come questo caso mostri in modo esemplare l’importante ruolo che il pubblico può giocare nell’identificazione di comportamento scorretto nei parchi e nella cruciale condivisione delle prove.

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