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Cristiano Ronaldo dalle lacrime di dolore a quelle di gioia

Incredibile finale agli Europei, con il fuoriclasse del Portogallo che esce subito per infortunio ma dopo i tempi supplementari, grazie al gol segnato da Eder, può festeggiare il titolo atteso da una vita

Sei minuti. Tanto è durata, di fatto, la finale degli Europei di Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese nelle prime battute di gioco ha subito un duro fallo (neanche sanzionato) da Payet. CR7, toccato duro al ginocchio, ha provato stoicamente a restare in campo, ma dopo un quarto d'ora di dentro e fuori, tra lacrime e diversi interventi dei medici che gli hanno applicato una vistosa fasciatura, ha alzato bandiera bianca.

A quel punto sembrava già tutto finito, con la Francia pronta a festeggiare un altro trionfo casalingo, dopo quello continentale del 1984 con Platini e quello mondiale del 1998 con Zidane, e il Portogallo di nuovo beffato ad un passo dall'impresa, come successo già nel 2004 contro la Grecia, quando Charisteas e compagni fecero piangere la generazione d'oro di Figo e Rui Costa, oltre che un giovanissimo Cristiano Ronaldo.

Tra l'altro, lo Stade de France sembrava maledetto per "i Ronaldo", dopo quanto successe al Fenomeno 18 anni fa, all'apice della carriera, in circostanze mai del tutto chiarite. Già, sembrava, perchè alla fine dalla panchina è spuntato il più inatteso dei protagonisti, Eder, attaccante del Lille che si è inventato nel secondo tempo supplementare un gol da fuori che è valso il primo storico titolo dei lusitani, mai capaci di imporsi a livello internazionale, neanche ai tempi del mitico Eusebio.

Cristiano Ronaldo, che dopo il novantesimo si è trasformato quasi nell'allenatore, muovendosi come tale davanti alla panchina nonostante il ginocchio infortunato, ha così potuto alzare da capitano la coppa che aveva sempre sognato, che peraltro fa il paio con la Champions conquistata più di un mese fa a Milano con il Real Madrid.

E dire che il suo Europeo non era iniziato bene, con errori e polemiche. Poi è arrivata la doppietta all'Ungheria che è valsa la qualificazione al terzo posto del girone. E da lì la fase ad eliminazione diretta, senza sconfitte ma tanto sudore e lacrime. Prima di dolore e poi di gioia nella magica notte di Parigi.

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