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Disoccupazione giovanile: l'India la combatte piantando alberi

La disoccupazione giovanile in India si risolve con l'assunzione di giovani, i quali pianteranno alberi che miglioreranno la qualità dell'aria

Fonte: flickr

Disoccupazione giovanile ed inquinamento dell’aria sono problemi molto seri che i governi di tutto il mondo si trovano ad affrontare. Se poi il governo di cui si parla
è quello indiano allora i numeri diventano da capogiro. Il Paese ha superato la cifra di un miliardo e trecentomila abitanti e l’età media della popolazione è molto
bassa. In India i giovani disoccupati sono milioni! E questo nonostante l’impressionante crescita economica che il Paese sta vivendo da diversi anni. Come se non bastasse, la crescita economica ha portato in eredità l’incremento del traffico e il disboscamento della foresta , fenomeni che hanno condotto l’inquinamento dell’aria a livelli record: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’aria di Delhi è la più inquinata del mondo.

Il Ministero per lo sviluppo rurale dell’ India non si è dato per vinto e ha messo in campo una soluzione davvero originale: assumere 300 mila giovani disoccupati con l’incarico di piantare due miliardi di alberi lungo le strade. In questo caso si può proprio affermare che sommando due problemi si ottiene una soluzione. Molti alberi sono stati tagliati in India per favorire la crescita degli insediamenti urbani ed agricoli. In questo modo si cerca di ripristinare la popolazione indiana di alberi, utile a migliorare la qualità dell’aria del Paese. All’iniziativa ha collaborato anche il Ministro dei trasporti Nitin Jairam Gadkari, che ha dichiarato come lo scopo dell’azione sia il contrasto della dilagante disoccupazione giovanile. Tale condizione, in India, arriva al 10,2%, compresa la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

Recenti studi scientifici condotti nel Regno Unito hanno dimostrato che le foglie degli alberi riescono a imprigionare notevoli quantità di polveri sottili. Lo
stesso studio dimostra che le abitazioni protette da una barriera di alberi sono soggette a una concentrazione di particelle metalliche inferiori del 52-65%, rispetto alle case prive di questa barriera naturale. Il provvedimento fa parte di un più largo progetto per ridurre l’impatto ambientale dell’attività umana. Tra le iniziative intraprese, ampio spazio è dato all’incremento della produzione di energia solare . Sono inoltre previsti importanti finanziamenti statali per i progetti di
sviluppo delle energie rinnovabili. L’iniziativa è lodevole, e c’è da augurarsi che altri governi seguano la strada tracciata dall’India per migliorare la salute del pianeta.

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