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Donare gli organi, ecco come fare secondo la legge italiana

Come donare gli organi? Esiste una procedura specifica che permette ai medici, dopo aver constatato il decesso del donatore, l'espianto degli organi

In Italia, nel caso in cui un cittadino manifestasse l’intenzione di donare gli organi, vale il principio che fa riferimento al consenso o dissenso esplicito. Che cosa vuol dire? Vuol dire che chiunque, maggiorenne, ha la possibilità di esprimere la propria volontà in tema di donazione degli organi dopo la morte. Il cosiddetto silenzio-assenso introdotto dalla Legge 91/99 non è mai stato attuato. Esiste una procedura specifica per tutti coloro i quali volessero donare gli organi.

Il primo passo consiste nel registrare la propria volontà nel registro dell’Asl o in quello del proprio medico curante utilizzando un modulo apposta. La dichiarazione viene inserita nel data-base del Centro Nazionale Trapianti, chiamato SIT (Sistema Informativo Trapianti). Si tratta di un archivio digitale consultabile in ogni momento dai medici che fanno parte del coordinamento del sistema di trapianti.

Il soggetto interessato alla donazione degli organi deve poi compilare il cosiddetto tesserino blu messo a disposizione dal Ministero della Salute, oppure il tesserino di una delle tante associazioni di questo settore. Il tesserino va poi conservato insieme a tutti i documenti personali del soggetto.

L’iter burocratico prevede poi che tra i documenti personali venga inserita anche una dichiarazione scritta che contenga il nome ed il cognome, la data di nascita, la volontà di donare gli organi (o quella di impedirne l’espianto), la data e la firma. Infine è necessario anche un atto olografo rilasciato dall’AIDO (Associazione Italiana Donatori di Organi). Tutti la documentazione viene inviata direttamente al SIT. Da qui è possibile consultarla in ogni momento.

Nel momento in cui i medici accertassero la morte del soggetto donatore seguendo i criteri neurologici, deve essere verificata la presenza di un documenti che attesti la volontà di donazione degli organi. In alternativa si consulta direttamente il data-base del SIT. Ci possono essere casi in cui un cittadino non abbia espresso alcuna volontà durante la sua vita. In questo caso la legge prevede che siano i familiari a dare il consenso o ad opporsi. Il tutto deve avvenire in tempi ristretti, cioè durante l’accertamento della morte del soggetto.

Nel caso si trattasse di un minore, sono sempre i genitori che decidono. Il parere negativo anche soltanto di uno dei due impedisce l’espianto degli organi. Un donatore può sempre cambiare idea. È però tenuto a comunicarlo secondo la normativa prevista.

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