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Ecco perché bisogna essere sempre gentili con i robot

Bisogna sempre essere gentili con i robot: Oliver Burkeman ci rivela che è difficile dare degli ordini ad una macchina senza sentirsi delle persone sgradevoli

Fonte: flickr

Oliver Burkeman ci suggerisce di essere gentili con i robot: il giornalista di New York ha provato sulla sua pelle l’esperienza di impartire ordini ad un robot.
Ecco la storia da lui raccontata: La prima volta che usai Amazon Echo, un assistente vocale domestico, mi sentii presto molto sconcertato; non appena domandavo qualcosa iniziando con il nome Alexa, arrivava prontamente una risposta – per esempio “Alexa, metti un po’ di musica!” o “Alexa, quanti ounces equivalgono ad un chilogrammo?”.
Subito mi accorsi quanto risulta difficile impartire degli ordini ad una macchina in quel modo, infatti, dopo un po’, si somiglia sempre più a quel tipo di persone spregevoli che impartiscono ripetutamente ordini ai camerieri.

Da questa esperienza Oliver Burkeman ha capito che per quanto amava il sistema di assistenza vocale Amazon Echo, quest’ultimo poteva trasformare sua figlia in una persona spregevole ed arrogante.
Alexa non ha bisogno, infatti, di un grazie o di un per favore, ed addirittura risponde meglio quando le si impartiscono dei comandi in modo diretto e brusco.
In questo modo Alexa ci porta a pensare di se stessa come un’entità dalla voce umana, ma da trattare come se fosse una serva.
Tutto ciò crea i presupposti per abituarsi a questo tipo di interazione, e può, alla lunga, far si che si inizi ad interagire così anche con le altre persone; ecco perché lo scrittore consiglia di essere gentili con i robot .

Oliver Burkeman, per quanto ami l’evoluzione digitale e l’avanzamento tecnologico, è quindi risultato da subito molto sconcertato da questo tipo di interazione con i robot. Del resto sono già tantissimi gli assistenti vocali simili ad Amazon Echo creati per rispondere alle nostre esigenze, per esempio Siri o l’home page di Google; tutti insieme secondo il noto scrittore newyorchese, ci stanno trasformando in persone più prepotenti.

Secondo lo scrittore bisogna essere gentili con i robot, poiché questa gentilezza ci ripagherà nelle relazioni sociali. In questo modo l’empatia crescerà, anziché diminuire, e si riuscirà a stare più vicini alle persone care.
I risvolti positivi si noteranno anche nell’interazione con gli estranei, che tratteremo sempre con estrema cordialità e gentilezza. Ovviamente tutto ciò richiede un grande sforzo, poiché non è semplice ricordare che gli esseri umani (anche quelli più spregevoli) sono sempre esseri umani, mentre le macchine (anche quelle che ci servono in modo amichevole) non lo sono.

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