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Eder, il dramma dietro il trionfo all'Europeo

L'attaccante del Portogallo che ha deciso la finale contro la Francia ha raccontato in tv particolari inediti e toccanti della propria vita.

Ha iscritto il proprio nome a sorpresa nella storia del calcio portoghese e mondiale, con quel gol che ha steso la Francia padrona di casa regalando il primo trofeo di sempre alla propria nazionale. Ma dietro l’esultanza di Ederzito Antonio Macedo Lopes, per tutti Eder, si nasconde anche nei momenti di maggior gioia sportiva una venatura di dolore, lo sguardo perso di chi sa che nessuna soddisfazione professionale potrà cancellare certi ricordi.

In un’intervista alla tv portoghese Eder ha infatti raccontato il proprio dramma famigliare: il padre è in carcere in Inghilterra da ben 14 anni. dopo essere stato condannato a 16 anni di prigione per aver ucciso la matrigna del calciatore: “Mio padre è in prigione da quando avevo 12 anni. Da quando iniziai a guadagnare – ha raccontato Eder – dopo essermi trasferito all'Academica ho pensato di andare in Inghilterra per vederlo: volevo farlo ogni volta che andavo in vacanza".

Ma non basta, perché la vita prima che la carriera di Eder, che compirà 30 anni il 22 dicembre, è stata in salita. Nato in Guinea-Bissau e arrivato in Porogallo da bambino insieme alla madre, Eder finì poi in collegio a Coimbra all’età di 8 anni: “Mi sono sentito triste e abbandonato, ma è un’esperienza che mi ha aiutato a crescere”.

La storia ricorda da vicino quella di un altro protagonista di Euro 2016, il polacco Jakub Blaszczykowski, testimone da bambino dell’efferato omicidio della madre da parte del padre. L’ex giocatore della Fiorentina ha segnato 2 gol all’Europeo, prima di sbagliare curiosamente proprio contro il Portogallo il rigore costato l’eliminazione alla Polonia agli ottavi. Niente lieto fine, quindi, a differenza di Eder, diventato eroe di un popolo grazie all’exploit in finale.

E pensare che in tutto l’Europeo l’ex attaccante dello Sporting Braga aveva giocato appena 13’ recuperi esclusi nel girone contro Islanda e Austria e che prima dell’impresa di Saint-Denis il suo score in Nazionale parlava di 28 presenze e appena 3 reti, tutti in partite amichevoli, ma tutti segnati nell’ultimo anno solare. Il primo nel giugno 2015 contro l'Italia, nella storia come la prima marcatura della nazionale portoghese segnata da un oriundo.

Il segnale di una crescita coincisa con la buona stagione disputata proprio in Francia, al Lille, e che ha trovato il proprio culmine al momento giusto, un mese dopo i fischi ricevuti nell’amichevole contro la Bulgaria.

L’unica spina della carriera a questo punto è il flop con lo Swansea, in Premier, poco distante da dove è rinchiuso il padre, che tra poco avrà finito di scontare la pena, e da Wolverhampton, dove vive una delle due sorelle di Eder. Il campione d’Europa ricompensato dal destino.

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