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Epatite: consigli e accorgimenti per evitare il contagio

L'epatite C è una malattia infettiva che ha origine dal virus HCV che attacca le cellule epatiche. Il contagio può essere evitato con semplici accorgimenti.

Fonte: flickr

Una delle malattie virali più diffuse al mondo è l’infezione da HCV. Il virus si contrae entrando in contatto con sangue o fluidi biologici e, nel lungo termine, genera il deterioramento delle funzionalità epatiche fino alla formazione di cirrosi epatiche. Tuttavia osservando semplici regole igieniche è possibile ovviare al contagio.

I rapporti sessuali non protetti costituiscono una delle principali forme di contagio del virus. L’utilizzo del profilattico costituisce una valida difesa. Tuttavia, il profilattico non garantisce una totale protezione. Infatti, oltre ai casi estremi di rottura del preservativo, si deve sempre considerare che alcune parti intime (parte alta del pene) non sono fisicamente coperte. Per tanto, la vera precauzione non è l’utilizzo dei condom bensì la coscienziosità nell’agire.

Si consiglia, quindi, di evitare le scappatelle in quei paesi notoriamente afflitti da forme epidemiche di HCV, anche se opportunamente protetti. Inoltre, molti soggetti praticano il sesso orale convinti che tale pratica è immune da pericoli. Questa convinzione è totalmente errata, in quanto la saliva e altri fluidi biologici possono contenere cariche virali .

Lo scambio di siringhe infette, tra tossicodipendenti, espone ad elevatissimi rischi di contagio da virus HCV. Il ricorso a siringhe sterili monouso riduce a zero i pericoli di contagio e non solo per l’epatite C. Inoltre, molti non sanno che il contagio da epatite C, nell’ambito della tossicodipendenza, non è legato solo allo scambio di siringhe. Uno studio pubblicato su Clinical Infectious Diseases dimostra la possibilità di contrarre il virus mediante strumenti come: cannucce, banconote e cartine.

Lo studio è stato realizzato su una popolazione di tossicodipendenti affetti da HCV. Dai risultati si evince che l’elevata carica virale presente nell’area laringo-faringea costituisce un fattore ad alto rischio.

L’ambiente clinico-sanitario è, paradossalmente, il regno del contagio. Questa è la ragione per cui gli operatori addetti alle prestazioni cliniche e ambulatoriali (odontoiatriche, trasfusionali, podologiche etc) devono rispettare dei rigidi protocolli per ridurre i fattori di pericolo. Quindi bisogna prestare molta attenzione nell’affidarsi alle cure di professionisti del settore che praticano regolare disinfezione e sostituzione degli strumenti medici.

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