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Ernia iatale: come diagnosticarla

La diagnosi tempestiva dell'ernia iatale e la corretta identificazione dei sintomi sono fondamentali per la guarigione totale dell'individuo

Fonte: Commone Creative Search ( Wikimedia, da google immagini )

Riconoscere l’ernia iatale non è semplice, poiché molto spesso risulta una patologia asintomatica. Diversi studi però hanno dimostrato che l’ernia iatale è quasi sempre collegata a patologie facilmente distinguibili, e in particolar modo al reflusso gastroesofageo. Il bruciore di stomaco è il sintomo principale nell’identificazione dell’ernia iatale.

Percepito come una sensazione di bruciore che si espande dallo stomaco al torace, questo sintomo si verifica spesso e volentieri in particolari momenti della giornata: ad esempio dopo un pasto abbondante, o in seguito a sollevamenti veloci del corpo. I sintomi inoltre si acutizzano durante la notte, e possono comprendere anche il rigurgito, nel quale gli acidi risalgono alla bocca provocando un cattivo sapore e un senso di fastidio.

L’ernia iatale nasce nel momento in cui la parte più alta dello stomaco risale all’interno del torace attraverso il diaframma. L’apertura è chiamata iato diaframmatico o iato esofageo, e funziona come uno sfintere, regolando il passaggio dei cibo. L’ernia iatale indebolisce questa valvola, permettendo appunto la risalita degli acidi.

Esistono due tipologie di ernia iatale: da scivolamento e para-esofagea. La prima è la più comune ed è caratterizzata da un allargamento dello iato diaframmatico, con conseguente risalita di una parte dello stomaco. La seconda invece è caratterizzata da un massiccio spostamento dello stomaco sopra il diaframma, e spesso richiede un intervento chirurgico.

Come già accennato, il collegamento tra ernia iatale e reflusso gastroesofageo è un aspetto fondamentale per riconoscere e curare questa patologia: recenti studi hanno dimostrato che più della metà dei pazienti colpiti da esofagite da reflusso, soffriva anche di ernia iatale. Oltre alla diagnosi dei sintomi elencati, è necessario analizzare attentamente la vita quotidiana dell’individuo, al fine di individuare i fattori più comuni che causano l’ernia iatale: tra questi troviamo l’obesità, la posizione sedentaria, lo stress, il fumo e l’assunzione di bevande che aumentano la produzione di acidi nel corpo, come ad esempio tè, caffè, alcool e bibite gasate.

Questi fattori, abbinati ai sintomi tipici del reflusso gastroesofageo, possono segnalare la presenza di un’ernia iatale, la quale può essere diagnosticata solo ed esclusivamente attraverso una radiografia del tubo digerente, spesso abbinata all’endoscopia dell’apparato digerente superiore.

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