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Facebook descriverà le immagini per i non vedenti

Le immagini per i non vedenti saranno 'lette' da un software. Grazie allo sviluppo di una nuova funzionalità, Facebook rende le foto accessibili a tutti

Fonte: flickr

Decodificare le immagini per i non vedenti: è questo lo scopo della nuova funzionalità che Facebook sta sviluppando, per rendere accessibili a tutti le foto pubblicate sul sito. Il motivo? I dati parlano chiaro: la rete è sempre più dominata dalla comunicazione visiva. Ogni giorno quasi 2 miliardi di immagini sono caricate sui social network. Un’ottima notizia per gli aspiranti fotografi, ma sicuramente un limite per gli utenti ipovedenti o non vedenti, che non hanno modo di ‘leggere’ le immagini, nonostante le moderne tecnologie assistive a disposizione.

Per utilizzare il PC, i non vedenti utilizzano gli screen reader, sofisticati software in grado di trasformare il contenuto dello schermo in messaggi vocali o in braille. Il problema, però, è che questi programmi possono leggere soltanto il testo, non le foto. Facebook, invece, ha ideato un sistema di decodifica, che permette agli screen reader[/iol_link] di leggere le immagini per i non vedenti. L’uomo dietro allo sviluppo di questa funzionalità è Matt King, un ingegnere che ha perso la vista a causa di una grave malattia della retina.

“Gran parte dei contenuti pubblicati su Facebook sono visivi”, osserva King, spiegando l’idea alla base del progetto. “Se una persona è cieca, si sente tagliata fuori dalle conversazioni”. Ora che la tecnologia lo consente, perché non usare l’intelligenza artificiale per descrivere le immagini per i non vedenti? Oltre alle descrizioni aggiunte come testo alternativo (alt text) su ciascuna foto, il software riconosce circa 80 oggetti e attività comuni: mezzi di trasporto, sport, cibi, ambienti, aspetto… e persino i selfie! Ma King e Facebook vorrebbero che il sistema facesse un ulteriore passo avanti.

Il prossimo step è utilizzare il riconoscimento facciale per identificare le persone nelle foto, incrociando i dati con i nomi contenuti nel database degli utenti di Facebook. Al momento, però, l’idea sta incontrando qualche resistenza per problemi legati alla privacy. Secondo King, invece, si tratta di una questione di principio: chiunque deve avere le stesse opportunità di accedere alle informazioni presenti sul web.

Perché i non vedenti non dovrebbero sapere chi viene ritratto nelle foto pubblicate sul sito? Ad ogni modo è chiaro che Facebook sta investendo nell’accessibilità e nell’elaborazione di strategie per permettere a diverse categorie di utenti di interagire con il social newtwork. L’idea di creare un team dedicato ne è la prova.

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