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Facebook paga VIP e aziende perché usino le sue pagine

Facebok paga VIP e media main stream perché usino le dirette live streaming. Obiettivo, diventare leader nei contenuti video

Ma allora è vero che Facebook paga vip ed editori per usare il suo nuovo servizio di diretta live streaming? “Si, è vero”, recita un recente comunicato del più popolare social network del mondo, che per voce del suo vice-presidente, Justin Osofsky, precisa:”Abbiamo voluto invitare un’ampia gamma di partner per ottenere feedback da organizzazioni diverse. Vogliamo capire cosa funziona e cosa no”. Ora il Wall Street Journal pubblica una lista che, pur non essendo esaustiva, è l’elenco più completo, fra quelli disponibili, di chi ha sottoscritto accordi con Facebook Inc. e si è impegnato creare e distribuire sul social network contenuti video in diretta streaming. Dietro compenso.

L’investimento complessivo di Facebook ammonterebbe a più di 50 milioni di dollari e i partner comprenderebbero media main stream come Cnn (2,5 milioni di $), New York Times (3 milioni) e Al Jazeera (900 mila), ma anche editori digitali come Vox Media (1,2 milioni) e Huffington Post (1,6 milioni), squadre di calcio europee ad alto seguito come Barcellona (1 milione) e Real Madrid (900 mila), ma anche VIP del calibro dell’attore Kevin Hart (600 mila), il campione di football americano Russel Wilson (200 mila), il nuotatore Michael Phelps (200 mila) e lo chef televisivo Gordon Ramsay (200 mila).

Il più pagato in assoluto? Il sito Buzzfeed, che percepirà quasi 3 milioni e 100 mila euro di dollari. L’obiettivo dell’azienda guidata da Mark Zuckerberg è chiaro: stimolare grandi marchi sia mediatici che sportivi, senza dimenticare i personal brand, a produrre contenuti video di alta qualità che aprano a Facebook la strada della leadership in uno dei mercati più interessanti per chi oggi produce e distribuisce contenuti: quello dei video, che solo negli Stati Uniti vale quasi 10 miliardi di dollari.

Facebook paga i VIP e i VIP accettano di diventare partner dell’azienda di Menlo Park, ma il Wall Street Journal avverte che questa strategia potrebbe avere un carattere temporaneo ed essere rimpiazzata da una condivisione delle entrate pubblicitarie. E chissà che in futuro non si aprano opportunità di profitto anche per chi VIP non è: tutti gli utenti, anche se in misura diversa, creano contenuti che spingono la gente a navigare su Facebook, a interagire e a rilasciare feedback sui propri gusti e preferenze. Tutti, quindi, giustificano gli investimenti miliardari che gli inserzionisti riversano già oggi su questo social network.

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