La fedeltà del cane? Tutto merito del suo DNA #lodicelascienza

Come mai i cani sono così fedeli all’uomo? Un recente studio spiega che la risposta è nel loro patrimonio genetico

I proprietari di un cane lo sanno: tornare a casa dopo una giornata di lavoro e trovare qualcuno che ti fa le feste è molto gratificante. I cani sanno dimostrare il loro affetto e la loro assoluta dedizione all’uomo più di ogni altro animale. Adesso una ricerca ci spiega anche il perché. La rivista Science Advances ha recentemente pubblicato uno studio a riguardo. Un team di ricercatori americani ha stabilito che la fedeltà dei nostri pelosi sta tutta nel loro patrimonio genetico. Proprio così: nel DNA dei cani c’è il gene dell’ipersocievolezza.

Il cane è l’animale sociale per eccellenza: indipendentemente dalla razza a cui appartiene, dimostra un attaccamento viscerale nei confronti del proprio padrone. Caratteristica, questa, che non troviamo in altre specie animali, anche domestiche. E sono tantissimi i modi in cui i cani manifestano il loro affetto: scodinzolano ogni volta che ci vedono dopo una separazione – breve o lunga non fa differenza, non hanno il nostro stesso concetto di “tempo”, leccano la faccia dei loro padroni, gli saltano addosso, si accucciano ai loro piedi. L’animale domestico per eccellenza considera il padrone il suo capobranco, la sua guida, la sua famiglia.

Gli studiosi americani hanno analizzato il comportamento di alcune razze di cani e di lupi e sono arrivati alla conclusione che il patrimonio genetico dei cani ha subito 4 mutazioni rispetto a quello dei lupi. Per arrivare a tale deduzione, i ricercatori hanno fatto aprire una scatola con una sorpresa sia ai cani che ai lupi, prima in presenza di umani e poi senza. Il risultato è stato sorprendente: i lupi hanno avuto un comportamento abbastanza “neutro” in entrambi i casi, i cani, invece, si sono mostrati più “distratti” in presenza dell’uomo. La ricerca, guidata da Bridgett vonHoldt dell’Università di Princeton, ha evidenziato che la mutazione ha coinvolto principalmente il gene WBSCR17, responsabile della personalità e del carattere di un essere vivente. La mutazione di questo gene, nell’uomo, può portare alla sindrome di Williams-Beuren, che comporta un ritardo mentale e, di conseguenza, maggiore espansività. Questo significa che uomini e cani utilizzano gli stessi geni per il comportamento sociale e forse è per questo che sono legati in maniera così indissolubile.

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