Festival di Cannes 2017: Almodovar presidente di giuria

Dopo quattro nominations per la palma d’oro, un premio alla regia e uno alla sceneggiatura, Pedro Almodovar torna a Cannes come presidente di giuria

Fonte: Facebook

È freschissima la notizia che il maestro Pedro Almodovar, uno dei migliori interpreti della cultura mediterranea a Hollywood, presiederà la giuria del settantesimo Festival del Cinema di Cannes. La kermesse, che si terrà dal 17 al 28 maggio 2017, è, come tutti sanno, uno degli appuntamenti più ambiti da produttori, registi e attori. L’edizione 2017 ha un sapore particolare proprio in virtù del suo settantesimo compleanno.

Sarà dunque un onore particolare quello che riceverà il regista spagnolo, un onore guadagnatosi grazie a una produzione cinematografica vigorosa e qualitativamente ineccepibile. Almodovar eredita lo scettro di presidente della giuria da George Miller e non può che dirsi “riconoscente” per avere il privilegio di guidare le scelte artistiche del premio.

La storia fra Almodovar e la croisette

Il fil rouge che unisce il sessantasettenne cineasta con il Festival di Cannes ha una storia lunga, fatta di successi ma anche di occasioni mancate. Già nel 1992, Almodovar fa parte della giuria guidata dall’icona del cinema francese Gerard Depardieu. Durante gli anni che seguono, arriverà a presentare ben sei film, sei monumenti del cinema d’autore apprezzato dal grande pubblico: Tutto su mia madre (1999), La mala educacion (2004), Volver (2006), Gli abbracci spezzati (2009), La pelle che abito (2011), Julieta (2016).

Proprio la pellicola del 2004 fu scelta, a suo tempo, come film d’apertura del Festival. I premi più importanti nella kermesse francese arrivano con: ‘Tutto su mia madre’, commedia agrodolce che non disdegna intense note drammatiche, capace di regalare il riconoscimento per la migliore regia; e ‘Volver’, migliore sceneggiatura nel 2009. Oltre a ricevere i premi più strettamente legati al lavoro del regista, i film di Almodovar hanno saputo strappare riconoscimenti importanti come quello per la migliore interpretazione collettiva e quello per la migliore scenografia.

Tuttavia, il successo ottenuto fra il critico pubblico della croisette è sicuramente la gratificazione più importante, almeno in termini economici. Quel che manca al regista spagnolo in terra francese è il premio più ambito: la palma d’oro. Spesso inseguita attraverso ben quattro nominations. Il riconoscimento per il miglior film dell’anno è sfuggito dalle mani di Almodovar fino ad oggi e anche quest’anno lo potrà accarezzare solo per consegnarlo ad un collega più fortunato o bravo di lui.

Icona del cinema spagnolo, regista e sceneggiatore popolare in tutto il mondo, Almodovar è un fedelissimo della rassegna francese: 5 dei suoi film sono stati in concorso a Cannes, mentre La Mala Educacion fu il film d’apertura 2004. In quasi quarant’anni di lavoro e con 20 pellicole all’attivo, Almodovar ha reinventato una Spagna tollerante e kitsch, descrivendola con toni coloriti e rocamboleschi e facendo diventare alcune sue straordinarie eroine dei classici.

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