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Gabibbo assolto in tribunale: "Non ha copiato un altro pupazzo"

Il Gabibbo è stato assolto in tribunale dopo l’accusa di aver copiato Big Red, la mascotte di una squadra americana

Fonte: Facebook

Il Gabibbo di “Striscia la Notizia” alla fine ce l’ha fatta ed è stato assolto dal tribunale al termine di un contenzioso durato oltre 15 anni. Il pupazzo rosso più famoso della tv italiana infatti era stato accusato di plagio. Tutto era iniziato tempo fa, quando alcuni legali americani avevano trascinato davanti ad un giudice l’inviato del tg satirico accusato di aver copiato Big Red, la mascotte della squadra della Western Kentucky University. Fra la società che ne deteneva i diritti d’immagine e Mediaset era nato un contenzioso nel 2002 ed era stato richiesto non solo un risarcimento di 100mila euro, ma anche di non mandare più in onda il pupazzo rosso.

Nel 2007 il tribunale di Ravenna aveva giudicato come insussistente l’accusa di plagio da parte dell’inviato di “Striscia la Notizia”. Il giudizio nel 2011 era stato confermato dalla Corte d’Appello di Bologna. In quel caso il giudice aveva sottolineato nella sentenza come la mascotte dell’Università, ideata dallo studente Ralph Carey, non fosse così originale come asseriva. Erano state sottolineate grandi differenze estetiche e di personalità fra i due pupazzi rossi: mentre Big Red era un tifoso della pallacanestro, il Gabibbo era un giornalista.

In questi giorni il contenzioso è finalmente giunto al terzo grado di giudizio e la sezione civile della Cassazione ha rigettato il ricorso dei legali americani tramite la sentenza n. 503. I giudici hanno affermato di aver effettuato una comparazione fra Big Red e il Gabibbo, ma anche fra la mascotte dell’Università e altri pupazzi, ritenendo che per primo Big Red non fosse affatto originale come voleva far credere.

La sentenza ha dunque confermato l’inesistenza della “soglia della creatività minima richiesta per la tutela”. “La Corte di merito – conclude la Cassazione – ha completato la propria motivazione rilevando che, anche se in ipotesi Big Red fosse stato suscettibile di protezione ai sensi del diritto d’autore, in ogni caso Gabibbo non si sarebbe potuto considerare una contraffazione stante gli elementi di diversificazione in esso presenti”. L’Università e Ralph Carey, il creatore del pupazzo, sono stati condannati a pagare tutte le spese giudiziarie.

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