Gentiloni dice che in Italia c'è meno radicalizzazione che altrove

Numeri rassicuranti non devono indurci a sottovalutare fenomeno

Roma, 5 gen. (askanews) – In Italia ci sono meno persone radicalizzate e meno foreign fighters rispetto ad altri paesi dell’Occidente. Lo ha spiegato il premier Paolo Gentiloni in una conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine dell’incontro con la commissione di studio sul fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista.

“C’è una specificità nel nostro paese – ha detto Gentiloni – per certi versi più rassicurante in termini di dimensioni numeriche per via anche del periodo da quando sono cominciati alcuni flussi, alcuni percorsi di radicalizzazione: il fatto di avere un numero minore di persone radicalizzate o di foreign fighters non deve indurci a sottovalutare il fenomeno. Resta la necessità di capirlo”.

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