Giochi al lavoro? Aumentano la produttività, lo dice la scienza

I videogiochi vengono spesso associati a lavoratori fannulloni e svogliati. Alcuni studi mostrano però come il loro uso possa portare diversi benefici

Fonte: Pexels

Quante volte siamo stati richiamati per qualche disattenzione commessa sul posto lavorativo? Quante volte ci siamo sentiti dire che la serietà al lavoro è il miglior biglietto da visita?
Beh, da oggi in poi il miglior biglietto da visita che potrete esibire ai vostri datori di lavoro sarà il vostro account Steam o la vostra libreria videoludica!

Ebbene sì, attraverso alcuni recenti studi, è stato dimostrato come i videogiochi siano in grado di aiutare i loro giocatori ad accrescere la propria intelligenza e a rendere maggiormente sul posto di lavoro.

In particolare, uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Amburgo ha preso in esame il rendimento lavorativo di alcuni soggetti che facevano uso di videogiochi sul posto di lavoro.
L’analisi è stata condotta su un campione di 833 lavoratori, che tramite un questionario hanno “confessato” (in forma chiaramente anonima) il numero di ore impiegate davanti ai loro giochi preferiti, sia durante le pause dove questo tipo di attività è consentito, sia in quei momenti dove “non si dovrebbe” cadere in alcuna distrazione.
Nella maggior parte dei casi i lavoratori hanno fatto riferimento a giochi prettamente casual, quali giochi in flash e browser game, piuttosto che a videogiochi più hardcore: d’altronde, in caso di emergenza, chiudere una finestra del browser è molto più semplice che nascondere un gioco per PC a tutto schermo.

I risultati emersi sono molto interessanti, e mostrano come giocare al computer contribuisca a migliorare sostanzialmente il cosiddetto “Recovery Potential”.
Con questo termine si indica la capacità di un individuo di recuperare le proprie energie per continuare l’attività in corso, e a valori maggiori corrisponde una migliore produttività a lungo termine.

Ebbene, coloro i quali giocavano al computer, mostravano segni di recupero sostanzialmente migliori.
Questo effetto era ancora più dirompente in coloro i quali fossero soliti lavorare in ambienti “socialmente avversi”, dove non si sentivano adeguatamente supportati dai loro capi o integrati con i loro colleghi.
In pratica, era come se i videogiochi riuscissero a fornire quella valvola di sfogo resa ancor più necessaria da una situazione sociale spiacevole.

Quindi, ogni qualvolta giungerà l’ora della pausa caffè, o quando siete sull’orlo di una crisi di nervi perché non sopportate più il vostro capo, ricordatevi che una partitina al vostro gioco preferito è la scelta migliore per staccare la spina e recuperare le forze!

Ma non è tutto, perchè uno studio pubblicato nel 2010 dall’Università di Rochester ha documentato come i giochi interattivi, soprattutto quelli pregni di azione e gli sparatutto, migliorino le capacità decisionali e strategiche delle persone.

Secondo l’analisi condotta, il nostro cervello è continuamente impegnato ad elaborare le informazioni che riceve per modellare degli “standard” di comportamento, ed è sostanzialmente sempre indaffarato in un processo di continua previsione del futuro imminente.
Ed ecco che proprio in questo frangente intervengono i prodotti videoludici.

Cosa, se non un videogioco d’azione, può insegnarci meglio a reagire velocemente a situazioni che non avevamo predetto?

La necessità di modellare dei comportamenti in base alla situazione in cui ci si trova, la coordinazione episodio/reazione, la capacità di prendere decisioni, e la dimestichezza nel prevedere il futuro più probabile sono tutte qualità che possono tornare utili in una miriade di diversi scenari lavorativi e non solo.
Dal barman che necessità di una certa prontezza di riflessi, al manager che deve prendere decisioni strategiche per la sua azienda, tutti siamo in grado di affinare alcune nostre utili abilità con attività videoludiche.

Insomma ancora una volta i videogiochi riescono ad ottenere un forte successo in campo medico e scientifico, scardinando tutti quei luoghi comuni associati ad essi e riuscendo addirittura ad essere “consigliati” nella dieta quotidiana di una persona sana.
Sarà ora di fare una pausa-partita?

Storie dal web

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