Come fare

Google registra la tua voce. Come cancellare le ricerche vocali

Sapevi che Google registra la tua voce? Ecco come accedere al tuo archivio personale per cancellare e disabilitare le tue ricerche vocali

Quando usi i comandi vocali, Google registra la tua voce. Che sia una ricerca vocale sul tuo computer, su un tablet o sul tuo smartphone Android, è sufficiente essere loggati sul proprio account Google perché il primo motore di ricerca al mondo archivi nei suoi sterminati magazzini digitali il tuo messaggio audio.
Il tuo account Google, che si identifica attraverso il tuo indirizzo Gmail, collega tutti i tuoi dispositivi e organizza in un unico spazio personale tutte le tue ricerche, la tua cronologia e tutte le funzioni che utilizzi attraverso Google, comprese le ricerche vocali. Se ti è capitato di utilizzare, ad esempio, OK Google o Google Assistant , ovvero funzioni del tuo smartphone che ti permettono di effettuare comandi vocali, di ciò che hai pronunciato negli anni tutto è stato salvato sotto forma di file audio nel tuo archivio personale.

Ecco come funziona l’archiviazione dei tuoi comandi vocali e come fare a controllarla. Puoi accedere al tuo archivio personale attraverso la pagina My Activity di Google. Nel caso in cui ti venga richiesto, inserisci username e password del tuo account. A questo punto, superata una rapida guida, ti troverai di fronte a My Activity : tutta la tua storia personale. Dalla colonna di sinistra, clicca su “gestione attività”. La prima opzione che appare, ovvero “attività web e app”, è il grosso comando con cui autorizzi Google ad utilizzare indiscriminatamente le tue ricerche, la tua cronologia, il tuo utilizzo di Maps e di Now. Quest’ultimo, attraverso un’app, fornisce risposte alle tue domande formulate attraverso comando vocale. Ciò che tu chiedi a Google Now è registrato per sempre negli archivi di Mountain View.

Se ciò che ti interessa disabilitare sono soltanto le ricerche e i comandi vocali, scorri la pagina fino ad arrivare all’opzione “attività vocale e audio”. Ma attenzione, perché disabilitare questa funzione non impedisce a Google di memorizzare la tua voce in futuro. Infatti, come recita la pagina stessa, la sospensione dell’attività vocale limiterà l’utilizzo di servizi come OK Google e ridurre la precisione di riconoscimento della tua voce, ma il motore di ricerca si riserva la facoltà, anche in forma anonima, di continuare a salvare la tua attività vocale. Inoltre, la disabilitazione di “attività e vocale e audio” non va a toccare le tue attività precedenti, che rimangono immagazzinate nell’archivio di Google. A questo archivio, però, noi possiamo avere accesso e pieno controllo. Ecco come.

Che tu abbia deciso o meno di sospendere l’attività e vocale e audio, puoi cliccare, nella stessa finestra, su “gestisci cronologia”. Aperta la pagina, hai di fronte a te tutto ciò che hai pronunciato attraverso Google e tutte le app a esso riconducibili, dal primo utilizzo a oggi. Ricordi una ricerca in particolare che vuoi eliminare? Puoi cercarla nell’apposita barra in alto. Quando è una data o un intervallo di date in particolare che ti interessa eliminare, puoi farlo attraverso il tasto “filtro per data”. Se invece non hai idea di cosa la grande G possa aver salvato in memoria delle tue attività vocali negli anni, scorri la pagina: in ordine cronologico a ritroso, troverai una a una ogni tua ricerca o comando vocale, riconoscibili attraverso l’accurata trascrizione testuale. Premendo il tasto play di ogni singolo comando, puoi vivere l’inquietante esperienza di riascoltare la tua voce e le bizzarre richieste che nel tempo hai affidato al motore di ricerca.

Clicca sui tre puntini sull’angolo in alto a destra di ogni registrazione o data per accedere al comando “elimina” e liberarti definitivamente del file immagazzinato.
Se invece non ne vuoi sapere più niente e fare tabula rasa di tutta le memoria vocale registrata, clicca, nella colonna a sinistra, su “elimina attività per” e scegli se eliminare i file di una data, di un intervallo di date o di sempre. Google proverà a farti desistere un’ultima volta ricordandoti del grosso contributo che il tuo utilizzo dei suoi servizi rende alla ricerca e al perfezionamento delle funzionalità, dopodiché potrai confermare l’eliminazione.
A questo punto, Google non potrà più entrare in possesso della tua voce. Oppure sì. Infatti, se ora decidessi di impartire un nuovo comando vocale attraverso il tuo account, questo verrebbe fedelmente registrato e archiviato nel magazzino che abbiamo appena ripulito. L’unico modo per non cristallizzare per sempre la nostra voce nella memoria di Google, è quello di non utilizzare i suoi servizi vocali.

La domanda che rimane è: per quale motivo Google salva i nostri comandi vocali? Non è un segreto, e la stessa azienda non ne ha mai fatto mistero, che le nostre ricerche scritte vengano salvate e utilizzate a fini di marketing, per studiare le preferenze, i gusti e gli interessi dei milioni di individui che fanno ricerche su internet. L’unica risposta plausibile per quanto riguarda gli audio, invece, è che vengano utilizzati per elevare costantemente la capacità del cervello digitale di Google di riconocere il nostro timbro di voce e migliorare la qualità dei servizi di cui ci serviamo ormai ogni giorno. La multinazionale non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito, ma le speculazioni sulla sua attività di ricerca per il futuro scomodano le più utopiche fantasie digitali.

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