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Guinness dei Primati, trascorre 25 ore di fila nella realtà virtuale

Il record di connessione continuata alla realtà virtuale ha presentato un caro prezzo da pagare, soprattutto a livello fisico

Fonte: flickr

La realtà virtuale entra nel Guinness dei Primati. A stabilire il record è Derek Westerman, che ha passato 25 ore indossando una HTC Vive all’interno della piattaforma Google Tilt’s Brush. Il sito permette di caricare e realizzare immagini tridimensionali di ogni tipo, dagli elementi atmosferici ai dipinti astratti. L’impresa non deve essere stata semplice, visto che tutti coloro che hanno utilizzato la realtà virtuale, affermano di avere percepito sensazioni di disorientamento dopo sole 2 ore di uso continuativo!

Derek Westerman ha registrato la sua esperienza e l’ha condivisa sul canale Youtube, che si chiama Super Deluxe. Non è semplice osservare una persona totalmente immersa nella realtà virtuale, tra svenimenti, vomito e alimentazione esterna. E’ chiaro lo sforzo compiuto dall’uomo, che al termine della giornata appare stremato. La cosa che ha stupito maggiormente il pubblico, e che ha permesso a Westerman di stabilire il guinness, è la totale assenza di riposo durante le 25 ore.

Soltanto pochi mesi fa, infatti, anche l’artista tedesco Thorsten S. Wiedemann si è cimentato in un’ impresa simile. Nel suo caso però, le ore trascorse sono state ben 48, ma intervallate da alcuni momenti di riposo. Molti si chiedono il motivo di tutto questo. Si tratta di una trovata pubblicitaria o di un esperimento di carattere scientifico? A questa domanda Westerman ha risposto che riteneva essenziale stabilire un record da battere nell’ambito della realtà virtuale, mostrando alle persone cosa significa veramente per il corpo umano, e ponendo un punto di riferimento per i gamer che utilizzano la realtà virtuale. In effetti, seguire la sua maratona non lascia dubbi su quello che l’organismo deve gestire in un ambiente così estraneo.

Addirittura Westerman riferisce che gli effetti delle ore trascorse circondato da immagini e suoni irreali, hanno avuto ripercussioni sulla sua percezione della realtà, anche dopo essersi scollegato dai dispositivi. In particolare, le normali interazioni con l’ambiente reale gli sono sembrate piatte e prive di impatto emotivo. Un’esperienza che gli ha cambiato la vita. Questo suo reportage potrebbe aiutarci a capire i benefici e i rischi connessi all’uso intensivo della realtà virtuale, fino a oggi poco conosciuti. E’ probabile che il suo record rimanga imbattuto per molto tempo!

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