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I monumenti da visitare assolutamente a Zanzibar

Piccola guida per la vostra vacanza a Zanzibar: tutto ciò che c'è da vedere e qualche informazione storica sulla fantastica meta turistica

Fonte: pixabay

Zanzibar fa parte dell’arcipelago della Tanzania, formato dalle isole Pemba e Unguja. La storia politica di Zanzibar è abbastanza complicata dato i diversi passaggi che l’hanno portata a passare da una politica autonoma a una monarchia costituzionale, prima di entrare definitivamente nel ’64 a far parte della Repubblica della Tanzania.

Dal significato attribuitogli dai persiani di “terra dei neri” , il nome spesso viene attribuito anche all’etimologia araba che collocherebbe la città di Zanzibar alla spezia dello zenzero. Da queste particolarità sul nome ne deriva l’influenza delle cultura bantu oltre che araba e persiana. La sua storia è attestata dalla capitale, Stone Town, una città ricca di monumenti degli Swahili.

Pemba

Pemba è un’isola nota ai suoi abitanti anche come “isola verde”, ed è situata nell’Oceano Indiano. A pochi chilometri infatti da Zanzibar e dalla costa africana, l’isola si estende per ben 985 chilometri quadrati, abitati da 400 mila cittadini prevalentemente contadini che si occupano di coltivazione di chiodi di garofano. Una seconda parte degli abitanti invece dedica la sua attività alla pesca, nel canale dell’isola. Una delle pratiche più perseguite dalle persone che abitano a Pemba è la stregoneria e la magia, che attirano visitatori dall’Africa e da Haiti e che ricercano nei maestri delle cure mediche.

Forte arabo di Stone Town

Stone Town, capitale di Zanzibar, ospita il Forte Arabo nel cuore della città. La fortificazione, conosciuta anche come Vecchio Forte, è interamente fatta di pietra e attestata intorno al diciassettesimo secolo. Costruito dagli arabi per preparare offensive conto i portoghesi presenti nella parte est dell’Africa, ad oggi la Fortezza è totalmente circondata da costruzioni storiche di attestazione più recente, come il Palazzo del Sultano.
Con il compito di difendere gli abitanti di quella che ancora non era Stone Town, il Vecchio Forte cambiò il suo scopo divenendo una prigione e in seguito una caserma. Oggi l’edificio ospita negozi di vario genere e un teatro che ospita numerosi spettacoli locali.

Palazzo delle Meraviglie

Con il nome anche di Casa delle Meraviglie, il palazzo è una delle costruzioni di Stone Town più importanti e suggestive, oltre a venire ricordato per essere il primo edificio a ospitare un ascensore e l’energia elettrica. Il palazzo è caratterizzato da una struttura imponente che lo contraddistingue in tutta Zanzibar.

Costruito secondo le direttive del sultano Said, nel 1883, aveva il compito di ospitare la regina dell’arcipelago, Fatuma, per poi diventare il palazzo del governo e oggi la sede di ritrovo del partito Mapinduzi.
Inizialmente la struttura vedeva al suo fianco un faro, distrutto dai bombardamenti inglese negli attacchi del 1896. Da allora venne sostituito da un orologio.

Peace Memorial Museum

Nato dalla mente creativa di J.H. Sinclair, famoso architetto, il museo è stato costruito sulla Creek Road, proprio nel punto dove passa la Kuanda Road. Tra i vari cimeli presenti nel museo, anche i pezzi utilizzati per la costruzione della ferrovia di Zanzibar e una lampada che emette luce grazie alla combustione dell’olio di palma. Il Peace Memorial Museum è il luogo ideale per conoscere a fondo la storia di questo arcipelago: dal periodo della schiavitù, alle famiglie reali che hanno regnato, fino alle monete e i francobolli in circolazione.

Bagni persiani di Hamamni

Costruzione di carattere storico di Zanzibar, i bagni di Hamamni battezzano con il loro nome il quartiere nel quale sono situati. Edificati nel 1870, da parte del sultano Said e con la funzione di bagni pubblici, i bagni persiani sono stati utilizzati fino agli anni venti ospitando vari locali: latrine, bagni di acqua fredda e calda, ristoranti e luoghi dedicati alla depilazione, praticata da entrambi i sessi di origine musulmana.
Anche se definiti “pubblici”, vi si poteva accedere solo pagando un prezzo, proprio per questo motivo i bagni persiani di Hamamni ( denominati così perché costruiti dai persiani) erano frequentati dal ceto sociale più alto.

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