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I veri X-Files, quelli della CIA, sono disponibili al pubblico

La CIA apre i suoi X-Files. Orde di aspiranti Scully e Mulder seguono il protocollo del progetto Blue Book

Se la serie televisiva è riuscita ad intrattenere così tanti cittadini comuni, chissà come si comporterà la foltissima schiera di appassionati e studiosi del mistero di ogni nazionalità e lingua, quando scopriranno 10 veri X-Files pubblicati sul sito ufficiale della CIA. L’agenzia americana li ha presentati al pubblico con un criterio curioso: li ha suddivisi in 2 gruppi, uno di 5 casi idonei all’agente Mulder, e un altro di altrettanti casi idonei all’agente Scully, che sono i due noti protagonisti della serie televisiva.

Naturale porsi qualche interrogativo quando industria cinematografica fantascientifica ed uffici per gli affari riservati agiscono in così stretta simbiosi, l’una dando i natali ad una nuova serie di un titolo “cult”, l’altro declassificando documenti e presentandoli al pubblico con inequivocabili riferimenti al film.

Soprattutto se il sito governativo allega istruzioni operative, per chiunque voglia cimentarsi nell’emozionante mestiere dell’investigatore del mistero. Per fortuna le direttive sono tratte dalla decennale esperienza del Progetto Blu Book.

Sicuramente, adesso che una così sofisticata progettualità è diventata di dominio pubblico, non mancheranno gli spunti per nuove avvincenti sceneggiature. Immaginate le variabili che potrebbero derivare dal seguente caso: un ufficiale militare europeo avvista un oggetto volante non identificato in Congo, vicino alle miniere di Uranio gestite dal Belgio; lo fa talmente bene da riuscire a disegnare uno schizzo con dettagli tecnologici e fare ipotesi sulle loro possibili funzioni. Quante cose interessanti su cui indagare per gli agenti Mudler e Scally? Quanti intrighi internazionali e anche di più, intergalattici!

Ma bando agli entusiasmi! Bisogna attuare il protocollo che dice di stabilire un gruppo per investigare e valutare gli avvistamenti, di determinare gli obiettivi dell’investigazione, di consultarsi con gli esperti, di creare un sistema per catalogare i casi pervenuti ed eliminare quelli che risultassero falsi.

Come se non bastasse aggiunge che è necessario sviluppare una metodologia che consenta di riconoscere normali oggetti volanti che vengono comunemente scambiati per UFO, far validare la documentazione da persone e tecnologie specializzate, eseguire esperimenti controllati, fare analisi di laboratorio e disincentivare false dichiarazioni.

Cose alla portata di uffici governativi e sceneggiatori. Solo che quando sono i primi a utilizzare il decalogo, i soldi vanno spesi, quando lo fanno i secondi i denari sono incassati.

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