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Il calcio fa discutere Marquez, Rossi e Lorenzo

I tre centauri non riescono proprio ad andare d'accordo.

Lunedì agli Europei andrà in scena l'atteso ottavo di finale tra Italia e Spagna. Davanti alla tv ci saranno anche tre sportivi che proprio non riescono ad andare d'accordo, meno che mai in questa situazione, dove la loro nazionalità certo non aiuta. Stiamo parlando di Valentino Rossi, Marc Marquez e Jorge Lorenzo.

"Siamo stati molto sfortunati a trovare la Spagna – ha detto il Dottore -, forse le chances sono al 50%".

Marquez ovviamente non è d'accordo: "Vincerà la Spagna, è chiaro, ma lo pensavo pure prima della Croazia.. Di certo sarà più facile la partita per loro che non la gara per me".

Un po' meno ottimista Lorenzo: "Spero vinca la Spagna, ma sono rimasto sorpreso dalla sconfitta con la Croazia, ora dobbiamo superare la delusione: se giochiamo bene possiamo vincere".

Intanto dalla Francia rimbalza una notizia importante per il futuro degli Azzurri: Marcello Lippi non sarà il prossimo direttore tecnico della Nazionale Italiana. L'ex ct, che da tempo viene accostato al ruolo dirigenziale in Figc, ha comunicato al presidente Tavecchio la sua decisione di rinunciare all'incarico.

Le ragioni sono da rintracciare nella vicenda Lippi padre-figlio. Secondo l'articolo 3 comma 2 presente nel regolamento per i servizi di procuratore sportivo, in vigore dall'1 aprile 2015, chiunque abbia un famigliare con un ruolo federale o in un club associato alla federazione, non può svolgere la mansione di manager dei calciatori.

La prima riunione della Corte d'Appello Federale, nella giornata di mercoledì, ha avuto un esito interlocutorio e l'allenatore ha così preso la decisione di rinunciare all'incarico, visti i lunghi tempi previsti per risolvere la questione.

"Mi dispiace molto, perché l’idea di tornare in Federazione da dt era per me appassionante. Penso che fosse il ruolo giusto. Ma evidentemente…Quello che è successo è strano, molto strano. Se qualcuno aveva nel mirino me sappia che ha sbagliato perché la mia storia resta scritta; se qualcuno aveva nel mirino mio figlio, non posso permettere che paghi lui un prezzo che sarebbe assurdo pagare. Per questo ho deciso di chiudere la vicenda, parlando col presidente Tavecchio", le parole del tecnico.

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