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Il club umilia l'ex Azzurro: "Sei grasso, ti cediamo"

Tempi duri per un attaccante italiano liquidato dalla propria squadra a causa di qualche chilo di troppo

Fonte: Getty Images

L’esperienza in Belgio con una maglia gloriosa come quella dell’Anderlecht sembrava essere stata la medicina giusta per rilanciare la carriera di Stefano Okaka Chuka dopo le tante delusioni patite in Italia con, tra le altre, Bari, Parma e Sampdoria.

Il centravanti classe '89 nativo di Castiglione del Lago e cresciuto nel settore giovanile della Roma, club con cui aveva debuttato in Serie A a 16 anni, ma di origini nigeriane, è stato scaricato anche dai bianco-malva, pur dopo una prima stagione soddisfacente condita da 14 gol in Jupiler League e 2 in Europa League, che avevano spinto Okaka nel giro della Nazionale di Conte con tanto di gol decisivo al debutto in azzurro nell’amichevole del novembre 2014 a Genova contro l’Albania.

Sfumato il sogno della convocazione per l’Europeo, coltivato fino alla tarda primavera avendo disputato uno spezzone dell'amichevole di fine marzo contro la Germania, ora a complicare la vita di Okaka, messo all'angolo in azzurro da Pellè, ci si è messo qualche chilo di troppo emerso durante la preparazione, mal digerito dalla società di Bruxelles, che lo ha relegato ad allenarsi con la squadra B.

Non solo, il ds Van Holsbeeck ha messo sul mercato Okaka senza tanti complimenti: “Okaka deve lavorare per tornare in forma visto che è in sovrappeso, potrebbe essere ceduto se arriva una offerta congrua. Vogliamo prendere un attaccante più veloce” ha detto l’uomo-mercato dell’Anderlecht.

Porte chiuse, quindi, con lo sgradevole sospetto che il bisticcio con la bilancia sia solo un pretesto per nascondere ragioni economiche, dato che Okaka fu acquistato un anno fa per poco più di 3 milioni e oggi potrebbe valere all’Anderlecht una buona plusvalenza. Nel futuro di Stefano potrebbe esserci il ritorno in Italia o un’altra sfida straniera. Ma prima, in ogni caso, bisognerà mettersi a correre…
 

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