Il papà che ogni giorno scrive una lettera al suo Papo

Andrea Pilotta ha perso suo figlio Jacopo, di soli 10 anni: la sua storia in un blog che raccoglie tutto quanto gli ha scritto e scrive

Forse per chi impara a capire la storia di Papo attraverso le poche righe di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, affondato nei marasmi della cronaca, riflettere su come – dopo una simile perdita – si possa essere travolti dall’amore è incomprensibile. Forse, perché non ha incontrato Jacopo, la sua famiglia, la loro allegria, il loro senso dell’umorismo quasi caustico quando si investono la malattia e la vita con la malattia.

Andrea Pilotta è il papà di Jacopo e da quel 24 agosto non ha mai smesso di scrivere al suo Papo “volato dall’altra parte dell’infinito” troppo presto, a dieci anni. Ma come capita a ogni supereroe, non ci ha mai lasciato. E suo padre non ha smesso di scrivergli, per trasmettergli quelle sensazioni – rabbiose, imperfette, costruttive – sugli incontri, il lavoro, gli amici che in questi mesi sono cresciuti e di tutte quelle persone che in maniera così naturale hanno trovato spazio nella sua esistenza.

Suo padre gli scrive ogni giorno una lettera, la pubblica sul blog che raccoglie questi dialoghi ordinandoli in maniera cronologica da quel giorno d’estate. Jacopo era in campeggio con i genitori, la sua sorellina e i nonni quando ha deciso di prendere la bici per spostarsi. Non ne ha avuto il tempo. Il suo cuore si è fermato, ancora una volta: è crollato davanti al suo papà. Quel giorno non è riuscito a superare l’arresto cardiaco come invece era accaduto, altre due volte.

Jacopo era nato in arresto, ma i controlli semestrali avevano tranquillizzato Andrea e sua moglie. Fino a quando non arriva una diagnosi, quando il bambino ha tre anni: cardiomiopatia ipertrofica restrittiva. Durante una vacanza ad Amsterdam la prima grossa crisi e la prima operazione: a Papo viene impiantato un icd che è metà pacemaker e metà defibrillatore. Che lo salva dalla crisi che arriva a scuola, qualche mese prima dell’addio, in un giorno qualunque di vacanza.

Oltre al blog, Andrea cura una pagina Facebook di Papo Superhero: in poche ore è cresciuta da da 1.600 fan a 9.700. Il sito è stato visualizzato da 65 mila persone e nel blog ci sono state praticamente di continuo una media di 300 persone che hanno rivisto i video di quando Papo faceva il presentatore o in cui improvvisava una delle sue battute da cabarettista, come il suo papà. Una di quelle che ci strappano il sorriso, anche oggi. Anche adesso.

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