Il problema diffuso della dipendenza dai videogiochi

Il problema moderno della dipendenza e l'ossessione per i videogiochi e le possibilità di curarsi

Fonte: pixabay

Non ci sono solo sostanze stupefacenti che concorrono a obliterare la mente e creare dipendenza, purtroppo, anche l’uso, o abuso, del gioco ossessivo è una minaccia. Ecco che si parla allora di videogioco come ossessione moderna. La sua diffusione è stata favorita soprattutto dalla rete internet e dalle slot-machine.

In entrambi i casi la via di accesso è molto facile e veloce all’utilizzo, persino in luoghi fisici di pubblico dominio come bar o sale appositamente attrezzate e solitamente molto frequentati. Un pericolo che attanaglia la nostra società ed è da subito stato identificato come virale e difficilmente controllabile.

Che cos’è la dipendenza dai videogiochi

Gli esperti, psicologi e psicoanalisti, definiscono la dipendenza da videogioco un disturbo ossessivo compulsivo, una categoria di mali della mente in cui si inseriscono altri comportamenti socio-patologico e maniacali quali il frequente lavaggio delle mani, l’ordine della casa, toccarsi la testa attorcigliandosi i capelli o spremere impurità della pelle.

Stiamo parlando di gesti rituali, ripetitivi e inconsapevoli che sono innescati dall’individuo per controllare ansie e proiezioni mentali da cui è ossessionato immotivatamente, cioè senza una “causa” ragionevole. Questa, infatti, non è rapportabile a fatti, eventi o convinzioni dettati dalla realtà ma unicamente dalla propria immaginazione che, a questo punto, deve essere analizzata da un punto di vista scientifico: bisogna scoprire, cioè, cosa origina questo male della mente.

Come si sviluppa la dipendenza da videogiochi

Nell’arco della nostra esistenza a tutti, sia giovani che adulti, può succedere di imbattersi in situazioni o eventi traumatizzanti che condizionano la vita futura, quindi possono aumentare paura, disagio, ansia e, ancor peggio, depressione.

Questi sono solo degli effetti che non sempre appaiono “allo scoperto” se non nella forma di ossessioni, compulsioni ripetitive e schemi di vita bloccanti: tra questi c’è anche la dipendenza dal videogioco.

Gli effetti dei videogiochi sulla mente

Ma cosa contiene questo “congegno infernale” – il videogioco – per la mente umana? In cosa si differenzia dalle altre ossessioni sopra citate?Prima di tutto il videogioco innesta nell’individuo sentimenti di riscatto, di gusto per la vincita, di fatalità e sfida del “caso” pensando di poterlo sempre battere “…prima o poi, anche a costo di perdere tutto!”.

L’eccitazione mentale che ne deriva spinge quindi l’individuo a concepire l’azzardo come un’emozione irresistibile da vivere “in solitario” senza subire giudizi o critiche, distaccandosi e alienandosi da ogni vincolo affettivo e sociale che sarebbe sicuramente uno degli antidoti a tanta follia.

La differenza con gli altri disturbi

La differenza, invece, con le altre “ossessioni” della stessa categoria di disturbo – perché è di questo che si parla, se non addirittura di patologie “border-line” – è la componente economica che è nella quasi totalità dei casi distruttiva e irreparabile.

Anziani che da poveri si trasformano in irrimediabilmente indigenti, individui che delinquono per il danaro perduto, persone insospettabili che compiono gesti estremi come il suicidio.

Le terapie per curare la dipendenza

Ma se non si è arrivati a nessuno di questi culmini, anche l’ossessione e la dipendenza per il videogioco possono essere curate con la stessa terapia che interviene su ansia, depressione, paura, panico: la psicoterapia cognitivo comportamentale.

La formula proposta contiene infatti due importanti strumenti, antidoti che agiscono sull’individuo: un percorso “cognitivo” di messa in luce di quei pensieri, schemi comportamentali, stati d’animo negativi di cui si è preda in modo inconsapevole; un percorso “comportamentale” che svela in modo cosciente e controllato una serie di azioni/reazioni equilibrate da sostituire con quelle inadeguate, frutto di reattività inconsulte ed autolesive.

Finalmente, quindi, si è riusciti ad individuare le cause di questo “male” dei nostri tempi, abbiamo le istruzioni per operare un salvataggio. Chissà se un giorno dovremo estendere questo intervento anche ad altre forme “moderne e tecnologiche” di dipendenza in cui, parimenti, sono presenti assiduità, compulsione, ossessività, e altri eccessi.

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