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Il vangelo secondo le emoji, arriva la Bibbia con le faccine

La Bibbia 2.0 è in formato emoji: una delle opere più tradotte della storia dell'umanità strizza così l'occhio ai Millennials

La Bibbia con le emoji. In principio Dio creò il cielo e la terra, e nel 21° secolo arrivarono le faccine. Potremmo riassumere così l’ultima novità in arrivo da Internet che ha l’obiettivo di attirare i giovanissimi che vivono di pane, chat ed emoticon. Presentata come un modo divertente per condividere il Vangelo, la Bibbia 2.0, sottotitolata “Le Scritture per i Millennials”, interpreta in poco meno di 3.300 pagine tutti i sessantasei libri del Libro Sacro con emoji Unicode approvati, gergo di Internet di uso comune e contrazioni.

Il traduttore, che si firma Guardian Australia, preferisce rimanere anonimo: rimanendo in tema di faccine, si identifica solo come il tizio con gli occhiali da sole presente tra le emoji. Lo stimolo per la redazione di quest’opera gli è venuto riflettendo sul nostro futuro. Se facessimo un salto temporale e ci trovassimo tra cento anni, probabilmente una Bibbia con le emoji risulterebbe ancora attuale. Questa è stata la sua riflessione, per la realizzazione della quale ha optato per un formato molto moderno. È come se ogni versetto del Libro Sacro venisse infatti adattato, tramite contrazione del numero totale dei caratteri, al formato SMS o tweet.

Il progetto ha richiesto circa sei mesi di lavoro e l’utilizzo di un programma studiato ad hoc dal traduttore che collega 80 emoji con 200 parole corrispondenti. Il fantasioso autore, durante l’opera di traduzione, ha testato i suoi pensieri su Twitter pubblicando con l’account @BibleEmoji alcune frasi e accogliendo tutti i suggerimenti per migliorare la traduzione. La Bibbia con emoji, resa disponibile sul negozio iTunes statunitense per 2.99 dollari, va nella direzione di cercare di attirare i Millennials che, da varie statistiche, risultano sempre meno partecipi alla vita religiosa rispetto alle generazioni più vecchie.

La Bibbia non è l’unico testo ad essere stato tradotto in versione social. La stessa cosa è, infatti, successa con il capolavoro di Carlo Collodi “Pinocchio” che è stato adattato da tre ricercatori italiani con l’aiuto ed i suggerimenti degli utenti di Twitter ed ha portato alla creazione di un vero e proprio dizionario, EmojitalianoBot, che consente di tradurre in tempo reale qualsiasi frase in italiano nella sua versione emoji e viceversa. E non è tutto. Il quotidiano The Guardian, lo scorso anno, ha tradotto il discorso sullo Stato dell’Unione di Barack Obama e l’artista cinese Xu Bing ha scritto il romanzo “Una storia senza parole” direttamente in emoji.

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