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Il Vaticano scomunica Higuain: "Che scandalo!"

La situazione dello sport è diventata insostenibile: la Chiesa alza la voce.

Se San Francesco predicava la semplicità, la generosità e storceva il naso davanti all'opulenza, San Gennaro si è lasciato tentare e di soldoni in tasca se ne è infilati parecchi.

Il Napoli ha (quasi) venduto Gonzalo Higuain alla Juventus per la bellezza di 94 milioni di euro, ovvero il valore della clausola rescissoria: ora i bianconeri sembrano davvero imbattibili e gli azzurri, invece, si compiacciono per aver messo da parte un gran gruzzolo che garantisce estrema solidità e pure qualche reinvestimento sul mercato per accontentare mister Maurizio Sarri.

I tifosi napoletani non l'hanno presa affatto bene, vista la diffusione diventata virale di fotografie che ritraggono la maglia del Pipita nel wc, ma questa volta anche la Chiesa è scesa in campo. Non per partecipare alla ormai consolidata Clericus Cup, ma per puntare il dito contro Beppe Marotta e Aurelio De Laurentiis.

In particolare è Radio Vaticana, che si definisce 'la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo', ritiene inaccettabile una tale somma spesa per il cartellino di un calciatore.

"Il prezzo non è un prezzo di mercato – ha commentato Vittore De Carli, presidente Unitalsi Lombardia -. E' costruito per avere sempre di più meno valori e più affari. 94 milioni per Higuain cosa sono? Un giocatore può valere questa cifra? Siamo noi che facciamo questi prezzi perché non vogliamo investire sui giovani. E' la società che oggi non dà più la possibilità a tanti giovani, che siano italiani o meno, di fare un percorso formativo per arrivare ad essere titolare di una squadra o il campione di domani".

A proposito di campioni di domani, De Carli ha toccato anche il tema degli oratori: "Il calcio era un momento di aggregazione. Oggi lo sport ha perso dei simboli importanti e non ci dobbiamo lamentare se è in crisi. Una volta, i vivai facevano crescere i giocatori. Oggi il calcio è ormai un fatto commerciale. Una volta c'era il ragazzo, poi campione, nato e cresciuto in oratortio. Oggi ce ne sono pochi, ma gli oratori ci sono ancora. Quanto sono importanti, allora, i nostri campi di calcio in oratorio. Quanta aggregazione si fa? Forse dovremmo ripensare un po' tutto”.

Gli ha fatto eco Silvonei Protz, attuale responsabile del programma brasiliano della Radio Vaticana e in passato radiocronista del campionato brasiliano di calcio: "I biglietti in vendita per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio 2016 costano tra i 3mila e 4.600mila real, tra gli 800 ed i 1.100 euro. Un prezzo altissimo. In Brasile, il salario medio è infatti di circa 2-3mila real: l'apertura olimpica costa 3mila…”.

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