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In Siria la guerra è reale ed è anche un gioco per i bambini

In Siria i bambini hanno trasformato la guerra in un gioco: impugnano le armi giocattolo e imitano i guerriglieri. Scopriamo se è un fatto negativo o positivo

In Siria la guerra è diventata anche un gioco per bambini. Scordatevi gli orsacchiotti e le costruzioni: pure qui, dove le ostilità sono in atto, le pistole giocattolo sono molto richieste. A Qamishli, in Siria, alcuni ragazzini hanno trasformato la guerra in un gioco: la missione di Rudi Suliman e dei suoi amici è cacciare lo Stato Islamico fuori dalla loro città. Safa Abbas, mamma di uno di loro, soffre quando vede i suoi bambini giocare con le armi: a suo parere, i piccoli si comportano così perché imitano i guerriglieri.

Anche l’industria dei giocattoli è stata influenzata dalla guerra in Siria. Wael Ahmad, venditore di balocchi, dice che i bambini hanno iniziato a chiedere armi giocattolo dopo il successo dei ribelli: secondo la sua previsione, la popolarità dei giochi in questione terminerà assieme alla cessazione delle ostilità. La domanda è: giocare alla guerra è una cosa così brutta? È un fatto negativo o un modo per stemperare ciò che accade? Rudi non fa incubi, va a scuola e da grande vuole diventare un dottore.

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