Tech

In UK i robot fanno paura: sostituiranno le persone?

Perché i robot in UK fanno paura? L'evoluzione della tecnologia ha indiscutibili vantaggi, ma milioni di lavoratori rischiano di essere sostituiti dalle macchine nel prossimo futuro

Fonte: Google Images

I robot in UK fanno paura. In un’epoca di veloci e significativi cambiamenti legati all’evoluzione della tecnologia, l’automazione sta cambiando e cambierà in modo radicale il mercato del lavoro. Il governo inglese, ad esempio, sta testando sulle strade del Regno Unito i camion senza conducente. La Bank of America sta sostituendo con sistemi automatizzati la metà dei suoi processi di produzione. È quindi naturale domandarsi che impatto avranno gli effetti di questo cambiamento per milioni di lavoratori.

I vantaggi dell’impiego dell’automazione sono evidenti. Un camion senza conducente mette al riparo da alcuni rischi, legati alla stanchezza o alla distrazione dell’autista. Le vittime della strada diminuiranno, le reti stradali diventeranno più efficienti, ci saranno miglioramenti nei tempi di consegna delle merci. Prodotti sempre più intelligenti porteranno quindi notevoli benefici a gran parte della popolazione globale. Ma cosa succederà alle persone che lavorano nel settore dei trasporti quando saranno sostituite dai robot?

Il lavoro operaio non è il solo ad essere minacciato: anche medici, ingegneri e contabili potrebbero un giorno essere sostituiti dalle macchine. L’azienda di consulenza Deloitte ha evidenziato che, nonostante i benefici evidenti per l’economia britannica, l’automazione ha portato ad una riduzione di 800.000 posti di lavoro dal 2001 ad oggi. Stando alle previsioni, altri 11 milioni di lavoratori nel Regno Unito hanno un’alta probabilità di essere sostituiti dalle macchine nel prossimo decennio. Il rischio è l’aumento della disuguaglianza del reddito. Un impiego incontrollato della tecnologia potrebbe infatti allargare la forbice tra una fascia sempre più ristretta di manager e la maggioranza dei lavoratori, senza prospettive di crescita.

Pensate al boom di Internet. Il successo di grandi piattaforme tecnologiche come Google, Amazon o Facebook ha portato nei bilanci di queste aziende enormi quantità di denaro, ma pochissimi investimenti nell’ambito delle infrastrutture sociali, dell’istruzione o della salute. Secondo il giornalista del Guardian Tom Watson, la risposta al cambiamento dovrebbe venire dalle istituzioni. Una nuova strategia industriale è indispensabile per evitare che la ricchezza ed i vantaggi portati dalla tecnologia si concentrino in poche mani, invece di essere alla portata di tutti.

Guarda anche:
Lascia un commento

I più cliccati