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L’inaspettata frase stampata sullo scontrino del ristorante

Un bar di Los Angeles lancia una campagna contro la politica del presidente Trump

Fonte: Twitter

La giornalista americana Sophie Heawood stava mangiando un burrito in un bar di Los Angeles, il Sunset Junction Coffee Shop, quando ha notato una particolare scritta in fondo allo scontrino che le era stato consegnato: “Immigrants make America great…and cooked and served your food”, vale a dire “Gli immigrati rendono grande l’America e…cucinano e ti servono da mangiare”.

La donna ha immediatamente fotografato lo scontrino e l’ha pubblicato sul suo account twitter con tanto di emoticon col cuoricino, sicuramente per avallare la tesi sostenuta dall’esercente del locale.

Come previsto, la fotografia ha fatto il giro del mondo, soprattutto perché si inserisce nelle proteste contro le restrizioni sull’immigrazione volute dal presidente Donald Trump.

Negli Stati Uniti non si sono mai placate le contestazioni alle misure prese da Trump con il Muslim ban, per limitare l’accesso al Paese alle persone provenienti da alcuni Stati, prevalentemente musulmani.

Il Sunset Junction Coffee Shop non è il primo locale ad utilizzare le ricevute per veicolare un messaggio di supporto ai tantissimi immigrati che risiedono e lavorano regolarmente negli Stati Uniti. Già a febbraio un ristorante di Brooklyn aveva stampato una frase simile sotto gli scontrini, anche in quel caso, prontamente diffusi sui social.

Quello che viene sottolineato in questa e in altre campagne analoghe è proprio l’importanza, per l’economia, dei lavoratori stranieri presenti sul territorio americano. Solo nel 2015, in America c’erano oltre 26 milioni di lavoratori immigrati, vale a dire il 16,7 per cento della forza lavoro, di cui circa il 50 per cento di origine ispanica. Tra questi, non vi è solo manodopera ma anche tanti imprenditori, che contribuiscono fortemente alla crescita del Paese. Basti pensare ad aziende come Google, Apple o Intel, per fare qualche nome.

Non solo, lo scorso gennaio ben 22 colossi della Silicon Valley si sono schierati contro il Muslim ban, tra queste Amazon, Microsoft, Airbnb, Pinterest, Dropbox, Facebook, LinkedIn e Netflix. Proprio Reed Hastings, l’amministratore delegato di Netflix, aveva accusato Trump, con un post su Facebook, di rendere l’America meno sicura.

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